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“Attività di informazione anno 2009 che è stato oggetto di richiesta di finanziamento sulla misura 111 B del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Lombardia, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il FEASR”
BioLombardia Newsletter
Notiziario dell’Associazione Lombarda degli Agricoltori Biologici “La Buona Terra”
 
 
Anno III° n. 5  - 3 1 agosto 2010
 
OGM: UNA “CALDA” ESTATE
OGM: COSA SI MUOVE A LIVELLO EUROPEO

“Informazione” mis. 111 b psr 2007-2013

La Commissione europea ha autorizzato in luglio importazioni e utilizzo nell'industria alimentare di sei specie di mais geneticamente modificato. Le autorizzazioni sono valide per 10 anni. Le autorizzazioni concesse vanno nella direzione gia' delineata in precedenti occasioni dalla Commissione, nonostante le perplessita' espresse da gran parte dei paesi Ue sugli Ogm, infatti nell’ultimo consiglio dei ministri dell'Agricoltura, in giugno, i 27 paesi UE non hanno trovato un accordo sulla linea da seguire e non si è trovata una maggioranza qualificata per schierarsi a favore o contro. La questione e' tornata, pertanto, alla Commissione per una decisione, che a loro dire, “non poteva che essere positiva” visto che i sei OGM in questione avevano ottenuto, fra il febbraio e il settembre dell'anno scorso, un giudizio positivo dall'Autorita europea per la sicurezza alimentare (Efsa).

Il dossier sugli Ogm e' controverso e la maggioranza degli Stati membri ha una posizione contraria ma il punto di vista di alcuni Paesi si sta ammorbidendo, e l'intenzione gia' espressa dalla Commissione e' quella di andare verso un sempre maggior grado di sussidiarieta', dando liberta' agli Stati di decidere la propria strada sull'argomento. Il dossier Ogm e' uno di quelli che occupera' maggiore spazio nelle discussioni di Bruxelles alla ripresa autunnale, e la presidenza belga ha intenzione di arrivare entro la fine dell'anno a una sua definizione piu' precisa.
Secondo l’IFOAM, Federazione internazionale agricoltura biologica, le proposte della Commissione sul divieto di coltivazione di OGM non puntano a risolvere i problemi del settore alimentare OGM-free, ma solo a superare la situazione di stallo e nascondono, in realtà, l'ennesimo tentativo di convincere gli Stati membri a facilitare e accettare nuove autorizzazioni biotech. Secondo l’IFOAM la Commissione Europea vuole soddisfare gli Stati membri più critici puntando, allo stesso tempo, ad accelerare ulteriormente l'approvazione delle coltivazioni ogm". Una strategia che se avesse successo renderebbe ancor più complicate le cose per i consumatori e per i produttori di alimenti ogm free. Basti pensare a quanto sta avvenendo in Spagna dove si è registrato un tracollo nella produzione di mais bio perché non ci sono più le condizioni per garantire un prodotto non contaminato. La proposta della Commissione, infatti, non dà risposte adeguate al problema della contaminazione, che coinvolge l'intera filiera, con cui il settore alimentare europeo già oggi si deve confrontare.
 
OGM: BREVE CRONISTORIA DELLA BATTAGLIA DEL MAIS

“Informazione” mis. 111 b psr 2007-2013

> Il gruppo Agricoltori Federati, paladini della “libertà” di utilizzare liberamente gli Organismi Geneticamente Modificati, il 30 aprile durante un’azione dimostrativa semina  OGM su un terreno pubblico per protestare contro la normativa vigente.

> Pochi giorni dopo, ad inizio maggio, il Ministero dell’Agricoltura scrive una lettera, definendola un “atto dovuto” alle regioni del Friuli, del Veneto, del Piemonte, dell'Emilia Romagna, della Lombardia e della Toscana in cui si chiede di controllare che nessuno degli agricoltori che avevano fatto richiesta di autorizzazione per seminare mais ogm, non l'abbia davvero fatto.
> Nasce all’inizio di giugno “Liberi da OGM” l'intergruppo parlamentare bipartisan contrario alle coltivazioni transgeniche. L'obiettivo è quello di escludere l'utilizzo di Ogm dal territorio nazionale italiano.
> Il 22 giugno una busta anonima contenente sementi transgeniche è stata inviata al direttore dell'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa) del Friuli Venezia Giulia, Mirko Bellini. Nella busta anche una mappa che indicava, con precisione, un terreno in provincia di Pordenone dove tali sementi sarebbero state utilizzate per la coltivazione. Successivamente ai primi di luglio arriva una nuova lettera anonima che denuncia una coltivazione Ogm nel Comune di Vivaro (Pordenone) indirizzata all'assessore all'Agricoltura della regione Friuli, al direttore dell’ Ersa, al prefetto di Pordenone e al sindaco di Vivaro (PN).
> Il 10 luglio un campo viene identificato e posto sotto sequestro e sono stati prelevati dei campioni per verificare la presenza di mais OGM: questi test richiedono tre giorni di tempo, ma la Procura di Pordenone ha deciso di non fare niente fino ai primi di agosto.
> A metà luglio la "TASK FORCE per un'Italia libera da OGM" (sostenuta da Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, Cna Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Ferderparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Vas, Wwf) denuncia che "È inaudito che il Procuratore di Pordenone, Antonio Delpino, abbia deciso di concedere un intero mese per la stesura della perizia - dichiarano i membri della Task Force OGM - se le analisi possono essere completate in pochi giorni. Si sta perdendo tempo prezioso: se si tratta di mais transgenico il campo deve essere distrutto prima della fioritura delle piante, che è imminente, per impedire un'estesa contaminazione da ogm". I campi OGM in Friuli, nel comune di Fanna (PD) e forse anche altrove, violano il Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n.212, che prevede il rilascio di una specifica autorizzazione in assenza della quale è prevista la pena dell'arresto da sei mesi a tre anni o dell'ammenda fino a € 51.700. Tali disposizioni mirano a garantire i prodotti tradizionali e biologici dalla contaminazione con quelli transgenici e a evitare un danno all'ambiente.
> Il campo di mais di Fanna (Pordenone), sottoposto ad analisi da Greenpeace, è risultato ogm (per la precisione si tratta di Mon 810  un mais Ogm brevettato dalla statunitense Monsanto) in palese violazione della normativa in materia che prevede il rilascio di una specifica autorizzazione per la semina del mais transgenico. Il mais ed è completamente fiorito e sta "disseminando il proprio polline sui campi adiacenti". Non si è dunque trattato di un'azione puramente dimostrativa e simbolica portata avanti da agricoltori che intendevano protestare contro la chiusura italiana agli OGM piantando pochi esemplari di Mais MON810 ma di una vera e propria semina priva di autorizzazione su almeno 4 ettari di terreno agricolo.
> Venerdì 30 luglio 20 attivisti di Greenpeace hanno tagliato le infiorescenze del mais OGM. Solo a quel punto sono intervenute le forze dell'ordine preoccupate più da Greenpeace (gli attivisti rischiano l'arresto per "arbitraria invasione di terreno agricolo", come spiega il quotidiano la Repubblica) che dagli ogm. Ma l'iter giudiziario scaturito con l'arresto dei 20 ha portato anche al sequestro dei fiori transgenici che dovranno essere analizzati portando finalmente all'attenzione dell'autorità competente il reato ben più grave commesso dagli agricoltori di Pordenone. Questo è il secondo campo di mais transgenico identificato da Greenpeace in pochi giorni. A questo non si può escludere che esistano anche altre coltivazioni di mais Ogm in Friuli.
> "Sia chiaro, nessuno mi tiri per la giacca a proposito di ogm," ha dichiarato in seguito dell'azione a Pordenone, il ministro. "Ecco perché ribadisco, a scanso di equivoci o di ambiguità che non mi appartengono, quanto già più volte da me dichiarato: sono stato, sono e sarò sempre per il rispetto della legalità. Ove le indagini in corso rivelassero che realmente quello seminato è mais geneticamente modificato, spetterà all'Autorità giudiziaria valutare i provvedimenti da assumere secondo quanto previsto dal decreto legislativo 212".
> Nella mattinata di lunedì 9 agosto una settantina di aderenti ai gruppi 'no global' del nord-est ha distrutto il campo di mais ogm a Vivaro (Pn). Un' azione "squadristica" secondo il giudizio del ministro alle Politiche agricole, si è trattato invece di un intervento che ha "ripristinato la legalità" per l'ex ministro Luca Zaia.

DAL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA
ACQUACOLTURA BIOLOGICA: LE NUOVE REGOLE NAZIONALI
“Informazione” mis. 111 b psr 2007-2013
Sono stati emanati i decreti attuativi delle nuove norme europee per l’acquacoltura biologica in Italia.
Il decreto n. 11954 fornisce a livello nazionale le disposizioni per l’attuazione del Reg. (CE) n. 710/09 sull’acquacoltura biologica, che è entrato in vigore il 1° luglio 2010. Il decreto n. 11955 fornisce la modulistica per la notifica dell’attività di produzione di animali e alghe marine d’acquacoltura biologica.
Il regolamento europeo sull’acquacoltura biologica prevede l’allevamento con il metodo bio di pesci, molluschi e alghe. Tali norme stabiliscono condizioni relative all'ambiente di produzione acquatico che devono essere rispettate in tutta l'Ue, impongono la separazione di unità biologiche e non biologiche e indicano condizioni specifiche per il benessere degli animali, compresa la densità massima degli stock (un indicatore misurabile del benessere degli animali). Le norme impongono inoltre il rispetto della biodiversità, il divieto di indurre la riproduzione utilizzando ormoni artificiali e l'impiego di mangimi biologici integrati da prodotti ittici provenienti da attività di pesca gestite in modo sostenibile.
Vedi:
il decreto ministeriale acquacoltura bio
il decreto ministeriale sulla notifica di acquacoltura bio
Fonte: Sinab
VARIATE LE NORME SULLA ROTAZIONE
“Informazione” mis. 111 b psr 2007-2013
Il ministero  ha formalizzato l'accordo raggiunto con FederBio, a seguito del ricorso al TAR del Lazio da parte dell'organizzazione e di alcuni agricoltori biologici contro l'abrogazione di alcune norme del DM attuativo nazionale per l'applicazione del Regolamento europeo sul bio. Con una nota circolare il MiPAAF ha trasmesso alle Regioni e a tutte le organizzazioni del settore le nuove indicazioni relative alla normativa nazionale sulle rotazioni delle colture, obbligatorie per gli agricoltori biologici secondo i principi stabiliti dal Regolamento europeo, ma limitate in maniera significativa dal Decreto firmato dal Ministro Zaia a fine 2009. Secondo Federbio “Le norme contenute nel Decreto dello scorso novembre rischiavano di mettere in ginocchio comparti strategici per l'intero settore, come quello sementiero specializzato, e fondamentali per il ruolo leader di Paese produttore e esportatore che ha l'Italia nel biologico come quello orticolo. Inoltre si erano create condizioni di disparità inaccettabili fra agricoltori biologici che aderiscono ai Piani di sviluppo rurale di alcune regioni e quelli di tutte le altre, con possibili ricadute anche sulla gestione dei contributi europei.” Ricordiamo che importanti organizzazioni biologiche come A.M.A.B. e A.I.A.B., in chiaro contrasto con Federbio, si erano pronunciate a favore delle limitazioni poste nel DM voluto dall’ex ministro Zaia.
Fonte: Greenplanet, Sinab
APPUNTAMENTI
CONTINUA TUTTI I SABATO MATTINA
MEGLIO BIO. Mercato settimanale dei produttori biologici.
Cascina Maggia in via della Maggia, 3 a BRESCIA
(nei pressi dello stadio di rugby e del casello autostradale Brescia Centro).
Promotore: Associazione Lombarda degli Agricoltori biologici LA BUONA TERRA.
Frequenza: tutti i sabato dalle ore 8 alle ore 12.30.
Il mercato sarà composto esclusivamente da produttori biologici (quasi tutti della provincia di Brescia) che offriranno frutta e verdura, pane e affini, farine, biscotti, uova, formaggi, olio, patè di olive e conserve, vini, marmellate, miele e prodotti apistici, succhi di frutta, dolci, oli essenziali e cosmesi. Ci sono anche prodotti di artigianato “ecologico”: abbigliamento.
L’iniziativa si avvale del contributo della Regione Lombardia – DG Agricoltura e del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).
Per informazioni: La Buona Terra tel. 393 9242224 (ore 9-12 14.30-17.30)