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LA DIFESA FITOSANITARIA: IL RAME
I problemi dell’utilizzo 
 
Il rame, in quanto ottimo anticrittogamico a vasto spettro d’azione, è utilizzato da oltre mezzo secolo in viticoltura, dapprima come poltiglia bordolese e più di recente sotto forma di idrossido e solfato basico. Il rame risulta essere meno tossico, rispetto agli altri antiperonosporici di sintesi chimica, per l’operatore, per la fauna utile e per l’ambiente, ma presenta alcuni aspetti negativi che lo pongono in discussione per sua applicazione in agricoltura biologica.
Gli aspetti negativi del rame sono legati principalmente all’accumulo nel terreno dove, a concentrazioni elevate può essere tossico per microorganismi, insetti e lombrichi. I residui sulle uve vengono quasi totalmente eliminati con la fermentazione del mosto e possono essere ridotti ulteriormente riducendo la bagnatura della zona grappoli nei trattamenti effettuati dopo l’invaiatura.
La fitotossicità sulla vite può essere preoccupante solo se usato a dosaggi elevati.
Generalmente il rame viene utilizzato in dosi molto superiori al necessario; questo risulta da numerose prove sperimentali effettuate recentemente, quindi una prima risposta al problema e ridurne l’impiego:
· innanzitutto cadenzando i trattamenti secondo i criteri della lotta guidata;
· utilizzando formulazioni efficaci a dosi basse;
· migliorando la tecnica di distribuzione (con una buona copertura sono efficaci dosi di 500-600 g/ha di rame per trattamento);
· incentivando le sperimentazioni di prodotti alternativi.
I residui sulle uve vengono quasi totalmente eliminati con la fermentazione del mosto e possono essere ridotti ulteriormente riducendo la bagnatura della zona grappoli nei trattamenti effettuati dopo l’invaiatura.
 
Il Regolamento della Comunità Europea n. 889 del 2008 fissa i limiti all’uso del rame in agricoltura biologica a causa del sua tossicità per la pedofauna. Tali limiti sono di 6 kg/ha; tale limite è in vigore dal 01/01/2006. Tali limiti sono destinati a ridursi ulteriormente in futuro. Ma una valida alternativa al rame non è ancora stata individuata.
Per la vite è possibile richiedere una deroga al limite di 6 kg/ha in caso di motivate necessità legate a circostanze climatiche particolarmente avverse. Tale deroga è concessa purché nell’ambito del quinquennio di riferimento non venga superata la dose di 30 kg/ha di rame metallo.
 
Le alternative al rame
 
Fosfito di potassio. Vietato in Unione Europea, ha effetti curativi e non preventivi
 
Bacillus subtilis e Bacillus pumilis. Sono batteri sporigeni presenti normalmente nel terreno, agisce sulle foglie inibendo germinazione della peronospora
 
Peptidati. Prodotti a basso dosaggio di rame che però presentano elevata fitotossicità.
 
Argille acide. Polveri di roccia, meno efficaci del rame, costosi e efficaci solo a basso rischio d’infezione.
 
Prodotti a base di estratti vegetali. Non costituiscono una valida alternativa al rame.
 
(dicembre 2009)
 
Vedi anche:

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