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Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
 
LA PERONOSPORA:
la lotta
 
Il controllo della malattia viene pianificato sulla base delle conoscenze biologiche ed epidemiologiche del patogeno; basandosi sulla regola dei tre dieci è possibile rivedere l'evoluzione delle infezioni peronosporiche, effettuare dei modelli previsionali, e quindi programmare la difesa. La difesa dalla peronospora prende dunque avvio al verificarsi della regola dei tre dieci.
Si ricorda che le piogge infettanti si hanno quando si verificano le seguenti condizioni: temperatura minima superiore a 10°C, almeno 10 mm di pioggia e germogli più lunghi di 10 cm.
Il primo trattamento antiperonosporico potrà essere effettuato almeno 7-8 giorni dopo la prima pioggia infettante.
Per determinare il momento migliore per l’intervento può essere utile collocare nel vigneto un pluviometro per la misura delle precipitazioni, un termometro a massima e minima per la misura delle temperature medie e minime, un igrometro per la misura dell’umidità relativa dell’aria. La seguente tabella riporta per diverse temperature e gradi di umidità relativa dell’aria, la lunghezza del periodo d’incubazione della peronospora.

DURATA DEL PERIODO D'INCUBAZIONE DELLA PERONOSPORA DELLA VITE IN DIVERSE CONDIZIONI AMBIENTALI
Temperatura media (°C)
Durata del periodo d'incubazione (giorni)
 
Umidità relativa bassa
Umidità relativa alta
14
15
11
15
13
9,5
16
11,5
8,5
17
10
7,5
18
9
6,5
19
8
6
20
7
5
21
6,5
4,5
22
6
4,5
23
5,5
4
24
5,5
4
25
6
4,5
26
6
4,5
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
Occorrerà intervenire con il trattamento di copertura a base di prodotti rameici prima di eventuali piogge o preferibilmente dopo le piogge, ma prima dello scadere del periodo di incubazione. Ricordarsi che i trattamenti rameici resistono al dilavamento di 35-40 mm di pioggia, mentre in viticoltura convenzionale, il Mancozeb presenta una minore persistenza.
La pioggia caduta nei 3-4 giorni successivi al trattamento è da considerare infettante, di conseguenza si effettuerà il trattamento successivo, tenendo sempre come riferimento il calendario di incubazione. Nel biologico non è consigliabile attendere la comparsa dei sintomi visibili per iniziare i trattamenti, al fine di evitare l’innescarsi di infezioni inarrestabili; essendo i prodotti utilizzabili in agricoltura biologica di copertura e privi di azione sistemica è di essenziale importanza intervenire tempestivamente nei periodi piovosi.
In caso di piogge persistenti, aumentare la frequenza dei trattamenti, non aumentare la dose del prodotto. In caso di pioggia dilavante per il rame (30-35 mm) intervenire tempestivamente. Per i primi trattamenti in assenza di infezioni in atto, preferire poltiglie e ossicloruri. In caso di presenza di macchie d’olio (peronospora) intervenire tempestivamente con idrossido di rame alla dose di 400-500 g di Rame metallo/Ha da idrossido entro la scadenza del periodo di copertura del trattamento precedente nelle zone ad alto rischio o prima delle piogge nelle altre zone o comunque che scada il termine del periodo d’incubazione del fungo. Ricordarsi che l’utilizzo di rame per ettaro nell’arco dell’anno è limitato a 6 kg, pur essendoci la possibilità di richiedere la deroga per l’impiego flessibile del rame nell’ambito del quinquennio, fermi restando i 30 kg/ha di rame nei 5 anni.
La peronospora è particolarmente pericolosa in post-allegagione e in giugno-luglio allo sviluppo del grappolo l’elevata temperatura e gli acquazzoni estivi favoriscono il rapido svilupparsi della malattia.
Con andamenti non favorevoli (piogge poco frequenti e ben intervallate) è sufficiente cadenzare i trattamenti prima dello scadere del periodo di incubazione, calcolato in base alla temperatura ed all’umidità secondo le tabelle di Goidanich.
 
(dicembre 2009)
 
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