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Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
LA PERONOSPORA:
il ciclo e il danno
La Peronospora è la più diffusa, e temuta, tra le malattie fungine della vite.
L'agente patogeno della Peronospora è un fungo ficomicete appartenente alla famiglia delle Peronosporaceae, la Plasmopara viticola.
Questa malattia fu importata dal Continente americano e dilagò rapidamente in tutta Europa. La maggior parte delle viti americane hanno acquisito nei millenni una notevole resistenza al parassita, le viti europee ne sono a tutt’oggi estremamente soggette. Alla fine del secolo scorso la Peronospora fu causa di gravi danni, tali da provocare in molti casi l’abbandono della coltura. Presenta un ciclo fortemente condizionato dalle condizioni climatiche. Colpisce tutti gli organi verdi della pianta; sulle foglie più giovani compaiono delle macchie sui vari punti del lembo (macchie d’olio), sulle foglie più vecchie genera delle piccole macchie a mosaico e nella pagina inferiore compare una muffa bianco - grigiastra. I danni più gravi sono prodotti dagli attacchi ai grappoli; gli acini assumono un colore bruno – rossastro e avvizziscono. Infezioni particolarmente intense sono da attendersi al termine d’inverni molto piovosi.
Il ciclo e il danno
Le oospore sono gli organi di svernamento del fungo e si formano durante l’intero periodo vegetativo in seguito alla fecondazione di un oogonio (organo femminile) da parte di un anteridio (organo maschile). Durante l’inverno le oospore, che raggiungono la maturità in autunno, rimangono dormienti e la loro germinazione in primavera è influenzata principalmente dalle condizioni di temperatura e dalle precipitazioni.
Le oospore emetteranno lo sporangio contenente le zoospore responsabili delle infezioni primarie generalmente quando le condizioni della regola dei tre dieci verranno soddisfatte:
· temperatura media >10° C;
· germogli lunghi almeno 10 cm o comunque con aperture stomatiche ben differenziate;
· pioggia di almeno 10 mm caduto nelle ultime 24-36 ore.
Le precipitazioni permettono agli sporangi di liberare le zoospore che grazie ai loro flagelli si possono penetrare attraverso le aperture stomatiche.
Il periodo d’incubazione è l’intervallo che intercorre tra la penetrazione e la sporulazione ed è influenzato dalla temperatura e dall’umidità relativa e varia dai 4 ai 23 giorni (tabella di Muller-Goidanich). Durante questo periodo il fungo si sviluppa all’interno del mesofillo fogliare ed è proprio il disfacimento del tessuto fogliare che permette di osservare sulla pagina superiore delle foglie le tipiche decolorazioni circolari gialle note come "macchie d’olio".
Al termine del periodo d’incubazione, durante le ore notturne si avrà la fuoriuscita dei rami conidiofori sulla pagina inferiore solo quando le seguenti condizioni saranno soddisfatte per almeno 4 ore notturne le seguenti condizioni: foglie bagnate o umidità relativa dell'aria >92%; temperatura dell'aria di almeno 13°C.
La fuoriuscita degli sporangi dalle aperture stomatiche produce la caratteristica "muffa bianca".
La diffusione delle zoospore e l’inizio dei cicli di infezioni secondarie avviene tramite il vento o la pioggia. Quando una zoospora arriva su una foglia bagnata germina e avvia una nuova infezione. Le variabili chiave per le infezioni secondarie sono la temperatura e la bagnatura fogliare e saranno possibili solo quando il loro prodotto arriva al valore di 50. Ciò sta a significare che ad una temperatura di 10° C saranno necessarie 5 ore di bagnatura pena la morte delle zoospore.
Le foglie sono colpite a partire da 5-6 centimetri quadrati di superficie. Inizialmente compaiono, sulla pagina superiore, delle chiazze traslucide simili a "macchie d'olio". In seguito, se l'umidità relativa è elevata, in corrispondenza delle chiazze d'olio, sulla pagina inferiore della foglia compare uno strato muffoso grigio-biancastro (forma "palese"). Se invece l'umidità relativa è bassa, la muffa non si forma (forma "larvata"). Sintomo finale è la necrosi dei tessuti fogliari, con successivo disseccamento.molto colpite disseccano e cadono precocemente. Le infiorescenze sono estremamente sensibili al fungo. Prima e durante la fase di fioritura i grappolini colpiti si ingialliscono assumono la tipica forma ad "S" e disseccano.
Nel grappolo gli acini vengono colpiti quando non sono più grossi di un pisello. Imbruniscono, disseccano, cadono. Anche qui può formarsi la muffa. Tra la fase d’allegagione e di chiusura dei grappoli in condizioni di bassa umidità relativa si ha la manifestazione della forma larvata senza fuoriuscita dei rami conidiofori ma solo con l’imbrunimento e disseccamento parziale o totale di acini e grappoli.
La peronospora non provoca la morte delle piante colpite; si ha però un notevole calo nella quantità e qualità della produzione. Infezioni sistemiche di questa malattia determinano la morte solo nel caso di giovani plantule.
A fine stagione è possibile soprattutto sulle femminelle che in presenza di condizioni favorevoli ci siano attacchi che possono in qualche misura rallentare o compromettere la maturazione dei grappoli.
(dicembre 2009)
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