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LA FLAVESCENZA DORATA
 
La Flavescenza Dorata è una malattia causata da un fitoplasma trasmesso dalla cicalina Scaphoideus titanus. I fitoplasmi sono parassiti vegetali, microrganismi unicellulari di dimensioni più piccole dei batteri, privi di parete cellulare, che vivono all'interno del sistema linfatico della pianta e che provocano malattie con sintomi molto simili tra loro, tant’è che in molti casi è difficile stabilire il fitoplasma che causa la malattia. La Flavescenza Dorata fa parte di questo gruppo di malattie che è identificato come il termine generale di “giallumi”. Non tutti i giallumi però sono da identificarsi con la Flavescenza Dorata, questa definizione va riservata alla forma tipica della malattia trasmessa dalla cicalina Scaphoideus titanus e che si manifesta in forma spiccatamente epidemica. I sintomi non sono quindi distinguibili da altri “giallumi” come il Legno Nero.
La Flavescenza dorata rappresenta oggi la malattia probabilmente più temuta nei vigneti del nord Italia, in quanto è quella che ha avuto maggior diffusione negli ultimi anni provocando danni elevatissimi.
Oggi questa malattia è diffusa in molte aree dell’Europa centrale, Spagna, Francia, Svizzera, Slovenia, Croazia e in Italia è presente in tutte le regioni del nord.
 
Il ciclo e il danno
La trasmissione del fitoplasma della Flavescenza Dorata avviene attraverso una cicalina, lo Scaphoideus titanus (agente vettore).
I sintomi si riscontrano fin dall’inizio dell’estate e tendono gradatamente ad accentuarsi fino a mostrarsi ben evidenti a settembre-ottobre.
Le piante colpite da Flavescenza dorata manifestano i primi sintomi l'anno successivo rispetto a quando è avvenuta l'infezione. Lo stato di comportamento della malattia varia a seconda del vitigno e dell’ambiente: alcune varietà risultano essere più suscettibili di altre in relazione ai fattori genetici ma soprattutto per le condizioni ambientali (zone geografiche, aree viticole, situazioni del terreno) e per la presenza di diversi agenti patogeni nel terreno. Le varietà molto suscettibili alla malattia sembrano essere Sangiovese, Chardonnay, Barbera, Garganega; le varietà suscettibili Groppello, Marzemino, Barbera, Cabernet Franc, Pinot Grigio e Nero; le poco suscettibili risultano essere Pinot Bianco, Sauvignon Bianco, Riesling Italico e Riesling Renano.
I sintomi hanno un andamento molto irregolare sulla stessa pianta; può variare da tralcio a tralcio, ed anche da un anno a quello successivo. Raramente la pianta infetta muore, la malattia porta ad un graduale deperimento della pianta ed alla compromissione quantitativa e qualitativa della produzione. I primi sintomi compaiono ad inizio estate e con l'avanzare della stagione si intensificano, fino a raggiungere la loro massima espressione in tarda estate - autunno. Alla ripresa vegetativa i tralci infetti possono manifestare germogliamento ritardato, stentato, o addirittura assente. I tralci infetti non lignificano normalmente, ma rimangono verdi ed assumono consistenza "gommosa"; si ripiegano verso il basso dando alla pianta un aspetto cadente. Inoltre si ricoprono in superficie di numerose piccole pustole nere. Le foglie presentano alterazioni di colore estese all'intera lamina, o, in alcuni casi, limitata a settori: arrossamenti nelle varietà a bacca nera, ingiallimenti in quelle a bacca bianca. La lamina fogliare accartoccia i lembi verso il basso si ispessisce assumendo consistenza cartacea. Spesso si ha la caduta anticipata delle foglie sui tralci infetti. La malattia provoca disseccamento totale del grappolo in fase precoce (alla fioritura), o disidratazione in fase più avanzata di maturazione; in ogni caso si ha la perdita totale della produzione.
Sulla foglia si verificano accartocciamenti della lamina verso il basso, con colorazioni dorate nei vitigni a uva bianca o rossastre per i vitigni a uva rossa. Tutta la lamina, comprese le nervature, può essere interessata a questa anomala colorazione, ma in alcuni casi la colorazione è localizzata ad una porzione della foglia. La lamina risulta ingrossata con presenza di bollosità; al tatto la sua consistenza è fragile e cartacea e può verificarsi il distacco della lamina, mentre il picciolo rimane attaccato al tralcio. A differenza degli accartocciamenti causati da virus, vengono colpiti soprattutto gli apici e la parte terminale del tralcio.
Nelle manifestazioni precoci sull’infiorescenza si ha un disseccamento e la caduta; se l’attacco si verifica dopo l’allegazione, l’infiorescenza dissecca rimanendo attaccata al tralcio ed assume un colore violaceo. Sul grappolo, nelle manifestazioni a estate inoltrata si possono verificare dei disseccamenti o appassimenti totali o parziali. Si può perdere fino al 90% della produzione.
Si ha una lignificazione mancata o irregolare, ritardo nella crescita primaverile, la consistenza è gommosa, il portamento cadente, gli internodi raccorciati con andamento zigzagante. I tralci che non hanno lignificato quando sopraggiunge l’inverno tendono a imbrunire e a seccare.
I sintomi spesso non si manifestano su tutta la pianta, ma solo su alcuni o su un solo tralcio. La diffusione della malattia può essere molto rapida: nei casi più gravi l’infezione di un vigneto in modo fortemente sintomatico si può verificare nel corso di 7-10 giorni.
 
(dicembre 2009)
 
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