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LA GESTIONE DELLA FERTILITA':
3. LA SUCCESSIONE COLTURALE
Pratiche agronomiche quali sovescio, rotazione, mantenimento di residui colturali e copertura del terreno sono interconnesse. Le modalità con cui si effettua la successione delle colture, a partire dalla scelta varietale, sono legate ovviamente alle condizioni pedoclimatiche in cui si opera, all'indirizzo produttivo e quindi alla soddisfazione dei fabbisogni dell'azienda. Altro fattore è dato dal tipo di meccanizzazione di cui può usufruire l'azienda. In funzione di tutto ciò si scelgono le colture ed in base alle loro caratteristiche si organizza la rotazione negli appezzamenti.
Il senso della rotazione è quello di mantenere costante o, se necessario, incrementare la fertilità nel terreno, con particolare riferimento alla sostanza organica ed alla sua componente più rilevante: l'humus. Inoltre si cerca di mantenere costante la presenza di azoto.
Una prima suddivisione che si ha nelle colture è quella fra depauperanti e miglioratrici, quest' ultime presentano a loro volta un sottogruppo: le colture da rinnovo.
Tra le colture depauperanti troviamo cereali da granella quali: frumento,orzo, avena, segale, riso. Questi lasciano solitamente il terreno con una minore presenza di elementi nutritivi e se vi è l'asportazione, oltre che della granella, della paglia, si ha un deficit negativo nel contenuto di sostanza organica.
Tra le colture miglioratrici vere e proprie troviamo le miglioratrici pratensi, colture che permettono un adeguato apporto di sostanza organica e che, nel caso degli erbai/prati di leguminose, permettono di incrementare il contenuto di azoto.
Tra le colture da rinnovo troviamo colture quali il mais, la patata, il pomodoro. L'effetto migliorativo non è tanto legato alle caratteristiche intrinseche della coltura, quanto alle lavorazioni ed alle concimazioni effettuate dall'uomo.
A metà strada tra le colture da rinnovo e le miglioratrici di cui sopra, troviamo le leguminose da granella, le quali apportano un modesto contenuto di sostanza organica e l'azoto fissato viene sostanzialmente utilizzato per la crescita della parte colturale che viene asportata.
Un primo parametro indicativo per organizzare la rotazione colturale è quello di avere in successione coltura da rinnovo-depauperante-migliorativa, mantenendo un'alternanza tra queste colture.
A questo primo parametro si affiancano altre importanti valutazioni per ottenere effetti positivi dalla rotazione delle colture.
Importante è infatti far seguire colture che hanno esigenze diverse, in modo da non impoverire il terreno di un particolare elemento: ad esempio alternare colture azotofissatrici con colture con elevate esigenze azotate.
Per mantenere una buona struttura del terreno, evitandone un compattamento, è consigliabile alternare colture con apparati radicali che si sviluppano in modo differente (profondi, superficiali, espansi, ridotti,...).
Un intervento indiretto per il controllo di fitofagi e patogeni è dato dalla successione di colture che hanno problemi a livello parassitario differenti.
Infine è importante mantenere il più possibile “coperto” il terreno in modo da proteggerlo dall'erosione e di evitare la lisciviazione di elementi nutritivi fondamentali.
(gennaio 2009)
Vedi anche:
1. La fertilità del suolo
2. La gestione dei nutrienti
4. Le colture di copertura
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