|
|
| |
SEI IN: OLIVO E OLIO / AVVERSITA’ / OCCHIO DI PAVONE
Avversità dell’olivo
Occhio di pavone (Ciclochonium oleaginum)
|
L’occhio di pavone è la malattia fungina più diffusa negli oliveti, in particolar modo le zone umide sono quelle maggiormente colpite visto che l’acqua è il mezzo necessario per la diffusione di questa malattia attraverso i conidi. Il micete si sviluppa negli strati superficiali della pagina superiore della foglia determinando la comparsa di macchie bruno scure che, nel periodo estivo, si circondano di un alone giallo. Nelle infezioni più vecchie si possono notare zone concentriche per le varie fasi di sviluppo del fungo.
|
|
I conidi che si producono sulle macchie possono vivere qualche mese sulla foglie che rimangono attaccate alle piante ma solo qualche giorno su quelle che si staccano.
Durante il periodo di incubazione il micelio originatosi si diffonde al di sotto della cuticola fogliare; alla fine di questo periodo il micelio perfora la cuticola e vengono emessi dei nuovi conidi. Le infezioni sono favorite da particolari condizioni di umidità e temperatura che solitamente si hanno in primavera e in autunno.
Danni
I danni determinati dal fungo consistono nella caduta delle foglie infette, con conseguente riduzione dell’attività vegetativa della pianta, e successiva influenza sulla differenziazione delle gemme a fiore e conseguente riduzione della produzione
|

 |
Condizioni favorevoli
l Temperature miti
l Microclima umido
Pratiche preventive di controllo
Per prevenire lo sviluppo dell’occhio di pavone si ricorre a sistemi di allevamento che favoriscono una buona areazione della chioma e quindi una scarsa possibilità di ristagni di umidità, sesti d’impianto non eccessivamente fitti e concimazioni azotate equilibrate.
Difesa fitosanitaria
I trattamenti si effettuano con sali di rame (es. poltiglia bordolese alla dose di 0,7 - 1 kg per 100 litri di acqua* oppure ossicloruro di rame alla dose di 0,300-0,500 kg per 100 litri di acqua*).
Solitamente si effettuano in primavera dopo la potatura ed in inverno dopo la raccolta; eventualmente, ma solo in caso di infezioni massicce, se ne può aggiungere un terzo a fine agosto-settembre.
* si consiglia comunque di osservare la dose indicata sull’etichetta del prodotto che si utilizza.
(novembre 2008)
|
|
|