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LE LEGUMINOSE
Indispensabili nel contesto della rotazione colturale, le leguminose sono considerate colture miglioratrici perchè in grado, attraverso la simbiosi con i batteri del genere Rizobium, di fissare l'azoto atmosferico lasciando il terreno arricchito per le colture seguenti.
 
PISELLO PROTEICO (Pisum sativum)
E' una leguminosa da granella molto importante per quel che riguarda l'alimentazione zootecnica biologica: ha infatti un contenuto proteico del 23-25 % è, come nel caso della Vigna sinensis, può essere considerata come un'ottima alternativa alla coltivazione della soia. La granella viene spezzata oppure sfarinata. 
Apporta una quantità di 40-60 Kg di azoto/ettaro al terreno a vantaggio della coltura successiva e quindi nella rotazione può essere facilmente inserita: ottima prima della coltivazione dei cereali (grano duro) e delle crucifere. Conviene però rispettare rotazioni perlomeno triennali. 
 Le lavorazioni sono semplici perchè completamente meccanizzate e possono essere fatte utilizzando le macchine usate per i cerali (apportando qualche piccola regolazione).
La semina viene fatta in autunno e può essere già raccolto entro fine maggio - inizio giugno, lasciando spazio all'impianto di una seconda coltura. Preferisce terreni ben drenati, sciolti, con pH tra 6 e 7,5. Il calcare attivo dev'essere inferiore al 10% altrimenti possono esservi carenze nutritive. Teme i ristagni idrici.
Per la semina non ha esigenze particolari: è necessario un'operazione di aratura di 25-30 cm e una normale preparazione del letto di semina; al Nord conviene la semina primaverile con un'opportuna scelta varietale; opereremo su file distanti 18-20 cm con un investimento di 70-80 piante per mq. Per controllare le infestanti utilizzaremo la falsa semina e passaggi con erpice strigliatore e rotocoltivatore rompicrosta nell'interfila.
La raccolta avverrà con un'umidità della granella pari al 18-24 %.
La temperatura minima letale è -2 °C (anche se alcuni genotipi superano indenni abbassamenti termici fino a -15°C).
Lo zero biologico, al di sotto del quale si ha l'arresto dello sviluppo, è di 4,4 °C
La temperatura media ottimale per la formazione e lo sviluppo dei baccelli è tra i 10 ed i 20°C.
LUPINO BIANCO (Lupinus albus)
E' una  leguminosa da granella destinata sia all'alimentazione zootecnica che a quella umana; produce una elevata quantità di biomassa di qualità (con basso rapporto C/N) che ne fa un'ottima coltura da sovescio; la stessa biomassa però, a causa del pericolo della lupinosi, non può essere utilizzata per l'alimentazione biotecnica nè come foraggio fresco nè come pascolo.
Si inserisce bene nelle rotazioni colturali e apporta un'ottima quantità d'azoto migliorando così la fertilità dei terreni che la ospitano; la semina autunnale le dà la possibilità di usufruire in modo ottimale delle piogge eliminando così la necessità di apporti irrigui.
Le uniche difficoltà riguardano la raccolta della granella a causa della maturazione scalare e della deiscenza dei baccelli. La granella contiene degli alcaloidi, sostanze che conferiscono sapore amarognolo, che la rendono poco appetibile; è necessario quindi porre prima la granella in acqua corrente o bollirla. Alcune varietà moderne contengono un basso contenuto di alcaloidi. 
Cresce bene in terreni moderatamente acidi e poveri di calcare (soggetto altrimenti a clorosi, perchè il rizobio specifico non si seviluppa), limosi o limo-sabbiosi. Non ammette ristagni idrici. La fioritura avviene scalarmente da metà maggio a fine giugno: la lunghezza di tale periodo vari in base in base alla disponibilità idrica e alla temperatura.Con temperature elevate e in assenza di stress idrici il tempo di fioritura è più lungo e ciò porta alla formazione di un numero più alto di baccelli. Anche la maturazione è scalare: la formazione dei baccelli avviene partendo dalle branche inferiori per poi salire a quelle superiori.
VIGNA CINESE (Vigna sinensis)
Più conosciuta come "fagiolino dell'occhio", la vigna cinese è una coltura ingiustamente dimenticata perchè di grande valore nel campo dell'alimentazione zootecnica. Come la soia, è a ciclo estivo e può ben figurare come coltura di secondo raccolto.
Ha minori esigenze idriche rispetto alla soia (nel meridione in qualche area fresca viene coltivata in seccagno), è un ottimo precedente colturale per i cereali perchè può organicare 200 Kg di azoto/ettaro, ha un ciclo breve (70-120 giorni) e sembra produrre più della soia.
La semina va dalla prima decade di maggio fino alla seconda decade di luglio e viene organizzata a file distanti 50 cm.
Possiede un contenuto di proteina grezza dal 23,4 al 25,2 % e le produzioni possono raggiungere i 35-40 q/HA; può essere quindi considerata come una valida alternativa alla soia.
  Densità di semina per indirizzo produttivo
 
densità di semina
semi/mq
Kg/Ha
 
50-60
50-100
TRIFOGLIO ALESSANDRINO (T. alexandrinum)
E' una specie dotata di grande adattabilità ambientale ed è molto diffusa; si adatta molto bene alle condizioni pedo-climatiche della bassa e della media collina, non sopporta le temperature al di sotto dello zero, ma al contrario sopporta temperature altissime. Non ha particolari esigenze pedologiche, ma non sopporta eccessi d'umidità.
La semina viene effettuata in epoca autunnale o primaverile; se possiamo ricorrere ad un intervento irriguo di soccorso, abbiamo la possibilità di anticipare la semina a settembre potendola in tal modo sfruttare per il pascolo già nei mesi di novembre-dicembre.
Con la normale semina autunnale, invece, non potremo ottenere più di 2-3 tagli.
E' un ottimo materiale da sovescio che può essere inserito in erbai polifiti con avena, orzo, favino, favetta e veccia. Come coltura intercalare può essere seminato sulle stoppie. Si presta bene alla meccanizzazione della raccolta nella coltivazione per la produzione di sementi.
  Densità di semina per indirizzo produttivo
peso 1000 semi (gr)
densità di semina
semi/mq
Kg/Ha
2,8-3,1
800-1100
2
TRIFOGLIO INCARNATO (T. incarnatum)
E' una specie piuttosto diffusa e particolarmente resistente al freddo; possiede inoltre un'elevata variabilità genetica e pertanto sono noti molti ecotipi classificati con appellativi del periodo di utilizzazione: marzotico, aprilatico, maggenzo, giugnese e lugliese.
Ha una buona adattabilità a quei terreni dove specie come la veccia e pisello sono scarsametne produttivi, ossia terreni sciolti, asciutti e poveri di calcare.Questo trifoglio è un ottimo produttore di biomassa utilizzabile come materiale da sovescio, da fieno o da foraggio fresco. Lo sfalcio primaverile non deve avvenire in ritardo, perchè i fiori di questa coltura presentano dei peli molto ispidi in grado di infastidire gli animali che se ne alimentano; la coltura viene spesso coltivata con loiessa o altri cereali .
La produzione delle sementi di questa coltura in Italia è piuttosto carente; per questo il seme utilizzabile e praticamente tutto d'importazione. 
Densità di semina per indirizzo produttivo
peso 1000 semi (gr)
densità di semina
semi/mq
Kg/Ha
3,5-4,2
800/1100
30-40
TRIFOGLIO SOTTERRANEO (T. subterraneum)
E' una leguminosa annuale autoriseminante originaria degli ambienti del bacino mediterraneo dove cresce in maniera spontanea.Ha un'elevata variabilità genetica che ne ha consentito la diffusione in luoghi molto differenti quanto a caratteristiche pedoclimatiche.
Grazie al suo portamento prostrato è molto favorevole per il pascolamento e, nell'autunno successivo alla semina, sfrutta molto bene le precipitazioni inducendo così alla germinazione dei semi autoriseminanti e quindi alla veloce ricopertura della superficie coltivata. La biomassa ricavabile da questa coltura può essere utilizzata per il sovescio o per il pascolo.
La coltura può essere un ottimo esempio di inerbimento per frutteti, oliveti e vigneti; così come può venir utilizzata per la consociazione con il grano duro nella semina a file.
 
SUBSPECIE
CARATTERISTICHE
SUBTERRANEUM
si adatta a suoli asciutti, supporta bene il pascolamento, e ha grande capacità di interramento dei peduncoli fiorali che li protegge dal calpestio degli animali.
BRACHYCALYCINUM
si adatta a terreni sciolti e a medio impasto, con pH sub acido - alcalino. Ha portamento eretto con buona produttività, ma è meno resistente al calpestio del bestiame. Questa sottospecie si adatta meglio ai terreni italiani
YANNINICUM
si adatta bene a terreni pesanti con pH acido, subacido o neutro. La pianta ha portamento prostrato e buone capacità d'interramento del peduncolo fiorale; il seme è rcchiuso in un
 
Densità di semina per indirizzo produttivo
peso 1000 semi (gr)
densità di semina
semi/mq
Kg/Ha
5,5-6,2
700-800
44-50