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LA FRAGOLA:
Fitofagi: limacce, oziorrinco, ragnetto rosso, tripidi
 
 
Limacce
Normalmente la presenza di questi gasteropodi è limitata, anche se va comunque monitorata, in particolar modo in annate piovose, visto che si nutrono dei frutti causando quindi un danno diretto alla produzione. È consigliabile evitare la vicinanza con prati non falciati anche se va favorita la presenza di barriere ecologiche che permettano lo sviluppo di antagonisti naturali quali ricci, rospi, uccelli,.... Si può ricorrere alla distribuzione sul terreno di preparati a base di fosfato ferrico o di strisce di cenere. È possibile ricorrere anche a prodotti a base del nematode Phasmarhabditis hermaphrodita..
 
Oziorrinco (Otiorhynchus rugosostriatus, Otiorhynchus sulcatus)
Questo coleottero sverna sotto forma di larva e gli adulti fuoriescono in piena primavera (maggio) e proseguono il loro ciclo vitale per tutta l'estate fino al primo autunno. Obiettivo degli adulti, che fuoriescono dal terreno nel corso della notte, sono le foglie. La larve invece agiscono in autunno nutrendosi delle radici, in tal modo i danni si evidenziano solamente alla ripresa vegetativa, quando le piante si presentano sofferenti e si seccano. La difesa fitosanitaria si basa sul controllo delle forme giovanili tramite l'utilizzo di prodotti a base del nematode Heterorhabditis megidis. In tal caso è importante non attendere il manifestarsi dei sintomi alla ripresa vegetativa (visto che il danno sarebbe già irreversibile) ma agire ancora nel periodo autunnale.
 
Ragnetto rosso (Tetranychus urticae)
Un sintomo della presenza di questo acaro sono delle macchie chiare sulla pagina superiore delle foglie le quali, in seguito, disseccano.
Il ragnetto si sviluppa nella pagina inferiore delle foglie dove forma un groviglio di piccole ragnatele. Le femmine fecondate svernano nelle foglie più vecchie e l'anno successivo, in primavera, si spostano sulla pagina inferiore di nuove foglie dove depongono le uova.
Lo sviluppo dell'insetto è favorito da clima caldo e secco e di norma le coltivazioni in tunnel sono quelle più a rischio, mentre solitamente non vi sono particolari problemi nelle colture a pieno campo.
Un primo veicolo di diffusione del fitofago sono proprio le piantine da trapiantare, quindi è importante prestare attenzione alle piantine stesse. Si consiglia inoltre di non eccedere con le concimazioni azotate e cercare di non utilizzare varietà sensibili. Buona prassi è, dopo la ripresa vegetativa (per le colture a piano campo) o dopo la chiusura del tunnel (per le colture protette) eliminare le foglie vecchie in eccesso e lasciare quelle nuove.
Favorire la presenza di barriere ecologiche può aiutare lo sviluppo di antagonisti naturali. In tal senso nel controllo del ragnetto rosso si può ricorrere al lancio del Phytoseiulus persimilis, un acaro fitoseide che preda appunto il ragnetto.
Per quanto riguarda l'utilizzo di prodotti fitosanitari si può ricorrere alla Beauveria bassiana.
 
Tripidi (Frankliniella occidentalis)
Lo sviluppo di questo tisanottero è favorito dalle elevate temperature e quindi in Italia può essere dannoso in quelle aree dove vi è un clima di tipo mediterraneo ed eventualmente dove si ricorre all'utilizzo di tunnel.
I danni all'apparato fogliare sono limitati (delle minuscole tacche visibili alla ripresa vegetativa), mentre i danni più consistenti sono ai fiori e ai frutti. Tra le sostanze di cui si nutrono gli adulti vi è il polline . La presenza del tripide porta ad avere aborti fiorali, deformazioni dei frutti dovute a punture durante la fase di accrescimento e bronzature causate da punture durante l’invaiatura. In tal modo viene danneggiata la produzione, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Viste le dinamiche di popolazione dell'insetto, è sconsigliabile effettuare produzioni autunnali mentre per il controllo dello stesso è importante favorire la presenza di antagonisti naturali. In tal senso può essere utile il ricorso al lancio di Orius laevigatus un antocoride che preda i tripidi. Se vi fosse la necessità di intervenire con insetticidi, si può ricorrere a prodotti contenenti azadiractina, Beauveria bassiana, spinosad.
 
(dicembre 2009)
 
Vedi anche:
 
 
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