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Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
LA FRAGOLA:
Fitofagi: lepidotteri
Lepidotteri nottuidi fogliari
(Agrochola lychnidis, Mamestra brassicae, Mamestra oleracea, Mamestra suasa, Phlogophora meticulosa, Spodoptera littoralis)
Il danno causato da questi lepidotteri è dovuto alle larve, che effettuano la loro attività trofica a partire dall'impianto, proseguendo per gran parte dell'autunno, e riprendono la loro attività alla ripresa vegetativa danneggiando prima le foglie ed in seguito fiori e frutti. Normalmente in autunno le larve che colpiscono maggiormente sono quelle di Mamestra, danneggiando quindi l'apparato fogliare.
La Phlogophora meticulosa si presenta a fine autunno e, dopo aver svernato, conclude il suo ciclo tra febbraio e marzo, non creando di norma particolari danni.
In primavera prevale l'attività dell'Agrochola lychnidis la quale, soprattutto in coltura protetta, può causare danni rilevanti visto che le larve svolgono la loro attività trofica dall'inizio della fioritura e si sviluppano nutrendosi di foglie, fiori e frutti.
La Spodoptera littoralis è diffusa maggiormente in zone del clima mediterraneo e quindi in Italia è più diffusa nel meridione, al nord la si trova invece in Liguria. In condizioni climatiche favorevoli si sviluppa per quasi tutto l'anno da marzo a dicembre raggiungendo il suo picco di attività all'inizio dell'autunno periodo nel quale causa i maggiori danni.
Di norma la presenza di questi lepidotteri è limitata alle fasce di confine, in prossimità di fossi e capezzagne, la consistenza del danno è così esigua da non richiedere alcun trattamento. Nel caso comunque che lo sviluppo di questi fitofagi sia più ampio, si può intervenire utilizzando Bacillus thuringiensis, prodotti a base di spinosad o azadiractina. È possibile effettuare un'attività di monitoraggio tramite l'utilizzo di apposite trappole.
Lepidotteri nottuidi terriccoli
(Agrotis ipsilon, Agrotis segetum)
Le larve di questi lepidotteri agiscono sul colletto delle piantine da dopo il trapianto portando alla morte le stesse. In questo caso è più difficile intervenire con trattamenti, dato che tali insetti vivono nel terreno o comunque al di sotto dello strato pacciamante. È comunque buona prassi prevenire lo sviluppo di questi insetti effettuando adeguate rotazioni colturali.
(dicembre 2009)