Afidi (Aphis fabae, Aphis Forbesi, Aphis Gossypii, Chaetosiphum fragaefolii, Macrosiphum euphorbiae)
Le specie di afidi che possono colpire la coltura della fragola sono diverse, fra queste alcune sono in grado di svernare sulle piante e quindi colpire precocemente all'innalzamento delle temperature. Nel caso delle colture protette questo può avvenire ancora tra gennaio e febbraio, quando si effettua la copertura. Gli afidi si caratterizzano per una moltiplicazione rapida arrivando al picco in prossimità della fioritura per poi diminuire la pressione. Normalmente i danni maggiori si hanno nella coltivazione in tunnel dove un sistema di prevenzione è dato dall'effettuare un buon arieggiamento. Solitamente nella coltura a pieno campo i danni sono contenuti. È comunque buona prassi non eccedere nelle concimazioni azotate che portano la fragola ad essere più sensibile agli attacchi degli afidi.
Gli afidi colpiscono principalmente le foglie pungendo e succhiando la linfa, la pianta quindi si trova ad essere in uno stato di sofferenza. Sintomo evidente della presenza di afidi è l'arricciamento delle foglie, in particolar modo quelle giovani, e la presenza di melata che può imbrattare anche i frutti portando quindi un danno diretto alla produzione. Gli afidi sono presenti sulla pagina inferiore delle foglie.
Gli inverni miti favoriscono il successivo sviluppo degli afidi in primavera, visto che più basse sono le temperature maggiore è la mortalità delle forme svernanti.
Una forma indiretta di controllo degli afidi è legata alla presenza di insetti antagonisti (Coccinellidi, Imenotteri,...). In tal senso si ricorda l'importanza di mantenere barriere ecologiche (siepi, fasce boschive,...) e prestare attenzione all'utilizzo di insetticidi, infatti anche se questi prodotti sono ammessi in agricoltura biologica sovente non sono selettivi. Se si necessita l'intervento con prodotti fitosanitari, hanno azione aficida prodotti a base di azadiractina (sostanza di origine vegetale), Beauveria bassiana (microorganismo fungino), piretro (sostanza di origine vegetale). Importante è effettuare un monitoraggio costante in modo da intervenire a bassi livelli di infestazione.