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Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
 
LA FRAGOLA:
Impianto e irrigazione
 
 
L'impianto
La scelta del sesto d'impianto è legata a diversi fattori. Tra questi vi sono: la fertilità, la tipologia di mezzi meccanici che si hanno a disposizione (es. trapiantatrici), le caratteristiche varietali, la tipologia di pianta utilizzata (le piante frigoconservate hanno di norma una maggiore vigoria e quindi richiedono sesti d'impianto più ampi), le necessità di controllo fitosanitario (maggiore è l'areazione minore è lo sviluppo di vari patogeni, in particolar modo di quelli di origine fungina), le scelte produttive (impianti volti alla produzione autunnale e/o precoce primaverile, mediamente, richiedono una maggiore densità d'impianto per bilanciare una minore produttività delle singole piante). Le distanze di riferimento sono quelle già citate per la coltivazione su prode e valgono come riferimento anche per coltivazione senza l'utilizzo di pacciamatura: circa 35 cm fra le file delle bine e di 30-35 cm lungo la fila, la distanza fra gli assi centrali delle bine è di 115-125 cm, se le file sono semplici la distanza lungo la fila si riduce a 20-25 cm.
Il periodo d'impianto è correlato alla scelta varietale, all'altitudine, alla zona di coltivazione, alla tipologia di piantine utilizzate e alle scelte produttive. Si avvia l'impianto con le varietà meno produttive e poi si prosegue con quelle che si caratterizzano per una maggiore produzione. Il ritardare l'impianto porta ad una minore induzione a fiore, ad una maggiore vigoria e ad una pezzatura maggiore dei frutti; a parità di condizioni, minore è la quantità di frutti maggiore è la pezzatura. Con alcune varietà, inoltre, l'impianto tardivo favorisce una maturazione più precoce. Per aver una produzione sia autunnale che primaverile, infatti, è necessario ritardare l'impianto di 2-3 settimane rispetto al periodo d'impianto di una produzione esclusivamente primaverile. 
Per quanto concerne l'altitudine, bisogna tener conto del fatto che vi è un ritardo nello sviluppo della coltura che si può indicativamente misurare in 3 giorni ogni 100 metri di dislivello.
Il trapianto può essere effettuato meccanicamente con trapiantatrici (ovviamente se l'investimento è consono alle potenzialità produttive) o manualmente con palette o apposite vanghette. È consigliabile inumidire il terreno e le radici prima di effettuare il trapianto e prestare attenzione a non mettere le piante ne troppo in profondità (difficoltà di germogliamento), ne troppo in prossimità della superficie (disseccamento delle radici), quindi bisogna assestare bene la terra in modo che emerga solo il colletto.
 
L'irrigazione
Per quanto riguarda le necessità idriche della fragola, un momento delicato è sicuramente il dopo-trapianto nelle prime 2-3 settimane. In questa fase, se non vi sono precipitazioni, si effettuano interventi irrigui atti a mantenere un adeguato livello di umidità delle piante per favorire lo sviluppo della vegetazione e dell'apparato radicale. In tal senso bisogna operare sia con irrigazioni a pioggia sia, nel caso di impianti pacciamati, con l'irrigazione a goccia tramite le manichette.
Di norma il rischio maggiore è quello di eccedere nell'irrigazione, in particolar modo nelle coltivazioni a pieno campo dell'Italia settentrionale, dove solitamente l'apporto idrico delle precipitazioni garantisce la copertura pressoché totale del fabbisogno idrico, in quelle che sono le fasi più delicate dello sviluppo della coltura.
Comunque va sempre monitorata con attenzione la situazione, visto che la fragola si caratterizza per un apparato radicale particolarmente superficiale e quindi per una limitata capacità di assorbimento di acqua dal terreno. Ciò può comportare un elevato rischio di stress idrici in caso di periodi siccitosi. 
Per quanto riguarda l'apporto idrico bisogna considerare, oltre agli aspetti meteorologici, la scelta varietale, dal momento che la diversa vigoria e produttività porta ad avere una richiesta idrica differente a parità di condizioni.
In coltura protetta , in cui non si hanno gli apporti di acqua dovuti alla pioggia, si rende indispensabile il ricorso continuo all’irrigazione.
Nel caso di utilizzo di irrigazione localizzata tramite manichette, si apportano mediamente dai 3 ai 5 litri di acqua per metro di manichetta ogni turno irriguo. La frequenza è di un turno a settimana a partire da 7/10 giorni dopo la ripresa vegetativa, fino alla formazione dei frutti. Nelle fasi di sviluppo e maturazione dei frutti fino all'esaurimento delle raccolte, si incrementa la frequenza a due turni settimanali .
Da un punto di vista qualitativo e quantitativo l'apporto idrico favorisce, ovviamente, la produzione sia in termini di incremento di numero di frutti che di maggiore pezzatura, di contro un eccesso di acqua porta ad un peggioramento delle qualità organolettiche.
 
(dicembre 2009)
 
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