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LA FRAGOLA:
esigenze nutrizionali: la concimazione
 
 
Una corretta concimazione deve essere effettuata valutando le necessità della coltura, la fertilità del terreno, la tessitura, la presenza di macroelementi e microelementi (es. ferro), tenendo conto di fattori fondamentali come il mantenimento della fertilità e l'impatto ambientale della concimazione stessa, in tal senso vanno utilizzate pratiche complementari come la già citata rotazione delle colture, abbinata all'utilizzo di cover crops, e conseguentemente del sovescio.
Un elemento tecnico di riferimento sono le analisi del terreno, l'altro aspetto di riferimento sono ovviamente le necessità nutrizionali della fragola
In tal senso la notevole eterogeneità degli ambienti di coltivazione, le diverse modalità di coltivazione e l'ampio panorama varietale hanno portato un bagaglio di informazioni vasto ma non omogeneo. Sono comunque identificabili alcuni aspetti. Innanzitutto la fragola ha un apparato radicale che si sviluppa in gran parte nei primi 15 cm del terreno, quindi non vanno fatti interramenti profondi di concimi e di residui organici. La pianta della fragola ha una particolare esigenza nutrizionale in alcune fasi quali: la differenziazione delle gemme (in autunno – il successivo sviluppo di fiori e di infiorescenze è strettamente correlato alla disponibilità nutrizionale nella fase di differenziazione), la fioritura (diminuiscono le sostanze di riserva nelle radici) e la maturazione dei frutti.
Complessivamente il macroelemento di cui la fragola ha maggiore necessità è il potassio, mentre minore è la richiesta di fosforo. Indicativamente per produrre 100 quintali ad ettaro la fragola necessita di:35 kg di azoto, 25 di fosforo e 65 di potassio. Tali dati però sono solo di riferimento perché bisogna tener conto di fattori quali, appunto, la composizione del terreno, la sua fertilità e gli eventuali apporti tramite altre colture (rotazioni/ sovesci).
L'azoto è fondamentale per lo sviluppo vegetativo e per la produttività, influenzando sia gli aspetti quantitativi che qualitativi della produzione. L'azoto è necessario nelle settimane successive all'impianto per garantire un buon accestimento ed una conseguente buona differenziazione di gemme a fiore. In primavera, alla ripresa vegetativa, bisogna garantire un'adeguata ma limitata disponibilità di azoto dato che un suo eccesso potrebbe influire negativamente su aspetti importanti della qualità dei frutti quali: consistenza, grado zuccherino, acidità e sapore. Un eccesso di azoto può causare una suscettibilità ai marciumi e ritardare la maturazione. Come già precedentemente citato, se da un lato la letamazione, o comunque l'apporto di sostanza organica, è fondamentale, dall'altro bisogna tener conto che la fragola necessita di azoto dopo le prime 2-3 settimane e quindi bisogna fare in modo che in tale fase l'elemento sia già disponibile. Se non è possibile anticipare la concimazione di fondo, un buon supporto può essere dato dall'utilizzo di concimi azotati organici a base di farina di corna, di sangue secco o altri concimi ammessi che abbiano tempi di rilascio dell'azoto più celeri. Nel caso del sangue secco o di concimi simili si può ricorrere alla fertirrigazione tramite l'utilizzo delle manichette. In tal caso bisogna prestare attenzione a non eccedere nelle concimazioni autunnali e tener conto che nella primavera successiva sarà disponibile l'azoto apportato tramite la letamazione.
Il fosforo è un elemento che favorisce una maggiore produttività ed una maggiore resistenza agli stress termici, in particolar modo alle basse temperature. Solitamente la dotazione di fosforo nei terreni soddisfa le esigenze nutrizionali della fragola, anche se in alcuni casi (elevata presenza di calcare attivo) si può verificare una sua immobilizzazione che può rendere difficoltoso l'assorbimento da parte della pianta. La presenza di micorrize nell'apparato radicale della fragola agevola l'assorbimento di questo elemento.
Il potassio è fondamentale per la produzione dei frutti, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, favorendo l'incremento di zuccheri, di sostanza secca e acidità. Inoltre il potassio favorisce un anticipo nella fase di maturazione. L'apporto minerale di potassio in agricoltura biologica non presenta particolare problematiche, sia da un punto di vista tecnologico che agronomico. È comunque possibile fare delle concimazioni mirate con borlande in primavera tramite la fertirrigazione con manichette.
È ovvio che il mero apporto di concimi non basta e bisogna tener conto di determinate caratteristiche del terreno, fondamentali per favorire la coltura, quali: un adeguato pH (la fragola predilige terreni sub-acidi), una buona presenza di sostanza organica, un contenuto di calcare attivo inferiore al 6% e la tessitura (ideale un terreno a medio impasto)
 
(dicembre 2009)
 
Vedi anche:
 
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