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LA FRAGOLA:
La successione delle colture: rotazione – cover crops
Per evitare problemi di stanchezza del terreno, di infestanti e di sviluppo di patogeni è necessario valutare con attenzione la successione delle colture. Infatti la coltivazione della fragola risente in modo negativo sia del ristoppio (con possibile moria delle piantine), sia di determinate precessioni colturali.
In tal senso è sconsigliato far seguire la coltivazione di fragole a colture quali: leguminose (Phytophthora), solanacee come patata e pomodoro (Rhizoctonia, Verticillium) e prati permanenti che siano stati rivoltati da meno di 3 anni (infestanti, nematodi,....). In generale comunque bisogna evitare di far seguire la fragola a coltivazioni nelle quali vi sia stato un problematico sviluppo di infestanti.
Risultano invece precessioni favorevoli: crucifere (cavoli, colza, rafano, senape, ..), cereali autunno-vernini, grano saraceno, colture ortive che non siano leguminose o solanacee.
Particolare attenzione va rivolta alle crucifere vista la loro azione biocida nei confronti di molti patogeni del terreno, in particolar modo può essere molto valido il loro utilizzo come cover crops, soprattutto in quelle situazioni aziendali in cui le limitate superfici, o comunque una certa organizzazione colturale, necessitano di fare ritornare la coltura della fragola in tempi brevi, non rispettando periodi di interruzione adeguati ( almeno 3-4 anni).
In generale, comunque, inserire una crucifera è buona prassi, anche nelle rotazioni lunghe, visto che sul terreno agricolo gestito in modo biologico è quasi inevitabile che in una successione colturale vengano coltivate leguminose e, se l'azienda è ad indirizzo orticolo, solanacee. In tali casi l'azione biocida delle crucifere è più che necessaria.
Cover crops
L'utilizzo delle cover crops ha una funzione multipla: azione biocida, apporto si sostanza organica, miglioramento strutturale, incremento complessivo della fertilità del terreno, controllo delle infestanti.
Si può a seconda delle condizione pedo-climatiche effettuare erbai monospecifici o polispecifici, mescolando in tal caso crucifere e cereali.
Particolarmente delicata è l'operazione dell'interramento che va eseguita, come nel caso del letame fresco, con adeguato anticipo rispetto all'impianto, in caso contrario si potrebbero avere effetti controproducenti danneggiando lo sviluppo della coltura. L'interramento va effettuato negli strati superficiali, non bisogna ricorrere ad arature profonde per evitare processi di fermentazione anaerobica che inibirebbe lo sviluppo radicale delle piantine di fragola.
Ritornando all'azione biocida con gli erbai da sovescio, un primo effetto in tal senso è dovuto al fatto che fattori come l'incremento delle fertilità favoriscono lo sviluppo di microorganismi che competono con i patogeni.
Nel caso specifico delle crucifere, tali piante emettono sostanze allelopatiche che limitano lo sviluppo di patogeni, nematodi e in taluni casi anche infestanti ed insetti (elateridi). La liberazione di tali sostanze può avvenire tramite l'emissione dalle radici o tramite la decomposizione dei residui colturali. Queste sostanze acquisiscono la loro azione biocida quando entrano in contatto con l'acqua presente nel terreno. Per il fatto che le sostanze allelopatiche vengono liberate anche dai residui colturali, il sovescio va eseguito subito dopo la trinciatura.
La senape indiana ha una buona azione biocida nei confronti di funghi quali Fusarium, Pythium, Rhizoctonia. I cavoli (broccolo,rapa,...) e la senape nera hanno buon effetto nei confronti del Fusarium. Tramite i cavoli broccoli, con l'interramento dei residui colturali, si limita lo sviluppo del Verticillium. È ovvio che in tal caso non si parla solo di cover crops, ma di possibili colture orticole da reddito. Tramite varie ricerche è studi si è constatato che tali sostanze non danneggiano i microorganismi utili, garantendo così un'adeguata biodiversità. È possibile abbinare a questo processo che può essere definito di biofumigazione la solarizzazione. In tal modo i teli di polietilene trasparente, posizionati per incrementare la temperatura del terreno, trattengono le sostanze biocide che altrimenti in buona parte si volatilizzerebbero. In tal modo si incrementa l'effetto biocida di entrambe le pratiche agronomiche.
(dicembre 2009)
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