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LA FRAGOLA:
Le caratteristiche della pianta della fragola e l'ambiente di coltivazione
La fragola è una pianta perenne, ma nell'utilizzo agricolo è annuale o biennale. Quello che dovrebbe essere un fusto appare in realtà come un corto rizoma. Da una pianta dipartono dei sottili fusti striscianti detti stoloni. Lungo questi stoloni vi sono dei nodi all’altezza dei quali si sviluppano radici, foglie e poi fiori e frutti, da tali nodi è quindi possibile ottenere nuove piantine. Le radici sono fascicolate e si sviluppano superficialmente, circa il 90% delle radici si trova nei primi 15 cm del terreno. L'apparato radicale, oltre alle solite funzioni di ancoraggio, di assorbimento dell’acqua e degli elementi nutritivi, ha anche la funzione di immagazzinare le sostanze di riserva. Le foglie sono ternate, di forma ovoidale-oblunga con margine seghettato e si sviluppano su piccioli lunghi anche 10-15 cm. I fiori sono bianchi, ermafroditi, riuniti in infiorescenze (racemi) e inseriti su lunghi peduncoli. Quello conosciuto come frutto è in realtà un falso frutto, costituito dal ricettacolo fiorale che si sviluppa in seguito alla fecondazione, mentre i veri frutti, detti acheni, sono inseriti sulla superficie esterna del falso frutto.
Condizioni ideali per l'impollinazione (anemofila o entomofila) sono una temperatura di circa 20°C ed una umidità relativa intorno al 60%. Gli sbalzi termici durante la fioritura possono causare scarsa impollinazione o aborto fiorale, con conseguente deformazione dei frutti.
La moltiplicazione è essenzialmente di tipo agamico (tramite stoloni) oppure viene eseguita mediante la riproduzione meristematica di piantine denominate super-elite.
Nella coltivazione di produzione, gli stoloni vanno tolti perché sono in competizione con lo sviluppo vegetativo della pianta, nonché dei frutti.
La riproduzione è utilizzata per il miglioramento genetico, tramite il quale si è ottenuta una notevole eterogeneità varietale permettendo così la coltivazione in situazioni climatiche-ambientali molto differenti tra loro.
Un parametro climatico di riferimento è dato dal fatto che la fragola necessita di una certa durata e intensità di freddo nel periodo autunno-invernale, per entrare in produzione nella stagione successiva: prima è soddisfatto il bisogno di freddo, più precoce è la fioritura.
Ciò comporta una prima scelta varietale dal momento che sono state selezionate varietà in funzione del luogo dove avviene la coltivazione.
Una varietà adatta al nord Italia avrà un'esigenza di freddo maggiore (es. temperatura minore di 7°C per almeno 700-1000 ore) di una varietà indicata per il sud.
Coltivare una varietà adatta a certe condizioni climatiche in ambiente differente comporta problematiche sia nell'ambito produttivo che vegetativo, dalla differenziazione delle gemme, allo sviluppo di foglie e stoloni.
Modalità di fioritura
In base alla modalità di fioritura, le varietà di fragola possono essere classificate in:
- unifere: salvo rari casi, queste piante non sono rifiorenti. La differenziazione fiorale avviene con un periodo di luce inferiore alle 12 ore (brevidiurne). La differenziazione avviene tra settembre e le prime gelate. La maturazione dei frutti si ha in primavera nell'arco di circa un mese;
- bifere: sono rifiorenti e la differenziazione fiorale avviene con un periodo di luce superiore alle 14 ore (longidiurne). Tali piante producono dalla primavera all'autunno e hanno bisogno di sbalzi termici tra il giorno e la notte di circa 5-8° C per favorire la rifioritura, perciò queste varietà sono più adatte per coltivazione in altitudine. Normalmente le rifiorenti sono utilizzate per produzione familiare od eventualmente può essere interessante la loro coltivazione nell'ambito agrituristico e agro-didattico. È difficoltosa la loro riproduzione dato che la moltiplicazione avviene quasi esclusivamente per ceppo perché quella per stoloni comporta eccessive problematiche;
- day neutral: la differenziazione delle gemme a fiore avviene con qualsiasi condizione di luminosità (fotoindifferenti), basta che sia rispettato il fabbisogno di freddo. È consigliabile togliere i primi fiori per favorire un adeguato sviluppo delle piantine.
(dicembre 2009)
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