Via Schia 21 fr. Sedena - 25017 LONATO (BS) - tel. e fax 030.9133263 393.9242224
 

 

 
    Sei in: coltivazione biologica>la gestione delle infestanti>
 
 
LA GESTIONE DELLE INFESTANTI
4. LA PACCIAMATURA
 
Altra pratica agronomica volta al controllo preventivo delle infestanti è la pacciamatura. Tale pratica consiste nello stendere una copertura (vegetale o sintetica) sulla superficie agricola con lo scopo di ostacolare lo sviluppo delle infestanti. Le difficoltà nella distribuzione e della successiva rimozione dello strato pacciamante vegetale hanno portato negli anni ad una prevalenza delle pacciamature con film plastici.   La pacciamatura ha anche la funzione di conservare l'umidità. Tale peculiarità rende questa pratica particolarmente utile nel periodo estivo in zone dove vi siano difficoltà d'irrigazione, permettendovi così la coltivazione di colture quali il melone e il pomodoro.
Il telo pacciamante viene steso normalmente sulla fila prima della semina o trapianto, generalmente si usa in orticoltura, nella coltivazione dei piccoli frutti, in ambito floro-vivaistico. Per rendere più veloce l'operazione vi sono macchine pacciamatrici e trapianta-pacciamatrici.
Vi sono diversi tipi di teli pacciamanti, tra questi abbiamo:
·                    in polietilene nero (non biodegradabile), garantisce un buon controllo delle infestanti. E' adatto alla coltivazione autunnale e primaverile di ortaggi. Nei climi caldi può causare l'ustione della vegetazione della coltura che viene a contatto con il film plastico;
·                    in polietilene trasparente (non biodegradabile), non blocca lo sviluppo delle infestanti, che comunque vengono contenute dal telo, però consente un anticipo della produzione. Non causa l'ustione delle colture;
·                    in polietilene fotoselettivo (non biodegradabile), garantisce un buon controllo delle infestanti e non causa l'ustione delle colture. É adatto allo coltivazione di pomodori e cucurbitacee (es. melone);
·                    in cellulosa (biodegradabile), garantisce un buon controllo delle infestanti, vi è un basso riscaldamento del terreno. É meno resistente del polietilene ed è poco adatto per l'utilizzo con una trapianta-pacciamatrice. La sua durata non va oltre i tre mesi ma non è necessaria la rimozione a fine ciclo, inoltre è adatta all'inoculo di sementi (es. insalate da taglio, carote);
·                    in amido di mais (biodegradabile), garantisce un buon controllo delle infestanti e un un buon riscaldamento del terreno. Può durare fino a 3-4 mesi e rispetto alla cellulosa è più adatto all'utilizzo con la trapianta-pacciamatrice.
Per quanto riguarda l'utilizzo di materiale vegetale si è rivalutato l'utilizzo dell paglia nell'interfila nella coltivazione di colture quali anguria, fragola, melanzana, melone, peperone,zucca.
Le problematiche principali collegate alla pacciamatura riguardano i costi e l'impatto ambientale dello smaltimento del materiale non biodegradabile e i costi per l'acquisto del materiale biodegradabile. Per quanto riguarda la paglia, se da una parte si sono avuti buoni risultati nel controllo delle infestanti, d'altro canto è svantaggioso il suo utilizzo da un punto di vista economico, sia per i costi della paglia stessa (difficile reperirne certificata biologica), sia per gli elevati tempi di distribuzione.
 
(marzo 2009)
 
Vedi anche:
  1. La gestione delle infestanti: infestanti in agricoltura
  2. La gestione delle infestanti: interventi indiretti
  3. La gestione delle infestanti: interventi diretti