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LA GESTIONE DELLE INFESTANTI
3. INTERVENTI DIRETTI
 
Nella fase di preparazione del terreno si può ricorrere alla falsa semina. Tale tecnica viene utilizzata sia in orticoltura che in cerealicoltura e consiste nel preparare il letto di semina con circa 4 settimane di anticipo, comprendendo un eventuale intervento irriguo, in modo da favorire nell'arco di 2/3 settimane la germinazione delle infestanti. In seguito si effettuano delle lavorazioni superficiali con erpici strigliatori (mezzi a grande capacità di lavoro) per eliminare le infestanti e dopo 1-2 giorni dall'ultimo intervento si semina o trapianta la coltura. Se il terreno è particolarmente infestato si può ritardare la semina di 1-2 settimane in modo tale da effettuare un ulteriore intervento in pre-emergenza con l'erpice strigliatore e con la pirodiserbatrice. In tal caso la falsa semina va anticipata.
Nel caso di colture primaverili da trapiantare può essere utili ritardare la falsa semina.
Per essere efficace la falsa semina richiede terreni sufficientemente umidi, inoltre la sua efficacia è rivolta al controllo delle infestanti annuali. Infine va evitata in quei terreni che vengono danneggiati dall'effetto battente della pioggia e nei quali bisogna seminare subito dopo aver preparato il letto di semina.
 
Per quanto riguarda l'uso degli erpici strigliatori, questi sono strumenti versatili che non richiedono regolazioni e che in pre-emergenza possono essere usati senza alcun problema mentre in post-emergenza richiedono più attenzione e si adattano maggiormente a colture quali i cereali autunno-vernini, girasole, mais, soia.
Nelle seguenti operazioni di erpicatura e sarchiatura in post-emergenza è possibile intervenire con macchine quali erpici a dischi attivi e sarchiatrici di precisione che permettono di agire a ridosso della fila permettendo anche di effettuare un'eventuale rincalzatura, se le piantine hanno già avuto un adeguato sviluppo. Ovviamente tali operazioni richiedono precisione ed è importante nel programmare la semina o il trapianto standardizzare le distanze tra le file in modo da facilitare l'utilizzo delle macchine agricole.
 
Precedentemente si è citata la pirodiserbatrice. Il pirodiserbo è un sistema di diserbo basato sullo shock termico che viene causato alle infestanti nelle prime fasi di sviluppo. Le modalità con cui si causa questo shock termico, che provoca la distruzione delle membrane cellulari, son l'utilizzo diretto del fuoco e degli infrarossi. Tramite il pirodiserbo non si causa la sterilizzazione del terreno e gli effetti maggiori si anno appunto nelle prime fasi di sviluppo delle infestanti (fino a 3-4 foglie), l'efficacia è scarsa nei confronti delle graminacee (caratterizzate da apici vegetativi protetti). Il pirodiserbo si può utilizzare su tutte le colture in presemina e pre-emergenza, mentre in post-emergenza solo alcune colture non vengono a loro volta danneggiate (es. carciofo, cipolla, girasole, mais, patata, soia).
I limiti di tale pratica sono sostanzialmente la scarsa efficacia sulle graminacee ed i dubbi sul consumo energetico.  
 
Altra modalità di controllo delle infestanti è la solarizzazione. Si tratta di un intervento diretto preventivo tramite il quale si devitalizzano i semi d'infestanti annuali e allo stesso tempo si limita lo sviluppo di parassiti del terreno quali i nematodi.
La solarizzazione è praticata in orticoltura e si effettua nel periodo estivo, normalmente tra luglio ed agosto, e consiste nel livellare e bagnare un terreno per poi coprirlo con un telo di plastica trasparente per almeno 45 giorni. La temperatura del terreno si innalza fino a 40-50°c nei primi 10 cm del suolo. In tal modo si limita notevolmente lo sviluppo di infestanti quali la Matricaria e la Portulaca.
Le problematiche della solarizzazione sono: lo smaltimento del film plastico, l'accelerazione della decomposizione della sostanza organica e quindi della mineralizzazione dell'azoto (è importante valutare quale coltura si semina/trapianta e le relative esigenze nutrizionali) e infine, seppure non vi sia la sterilizzazione del suolo, vi è un danno parziale all'entomofauna terricola.
 
(marzo 2009)
 
Vedi anche:
1. La gestione delle infestanti: infestanti in agricoltura
2. La gestione delle infestanti: interventi indiretti
4. La gestione delle infestanti: la pacciamatura