Via Schia 21 fr. Sedena - 25017 LONATO (BS) - tel. e fax 030.9133263 393.9242224
 

 

 
  Sei in: allevamento bio>suini
 
Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
 
RISPARMIARE CON IL FINISSAGGIO !
 
Come alimentare i suini in tempi di prezzi elevati degli alimenti? Le componenti alimentari costose devono essere somministrate in modo mirato: l'alimentazione variata a seconda delle fasi di crescita rappresenta una possibilità.
Attualmente gli allevatori di suini biologici si trovano in una situazione difficile. Infatti pur essendo il prezzo di vendita dei suini ad un buon livello, i costi estremamente elevati degli alimenti erodono questo guadagno. Sicuramente in questa situazione bisogna trattare con gli acquirenti, per cercare di elevare ulteriormente il prezzo di vendita degli animali.
Nonostante questa situazione in molte aziende sull'alimentazione si può risparmiare, non sui costi per tonnellata di mangime quanto piuttosto sui costi dell'alimentazione per chilo di crescita. Infatti c'è una stretta relazione tra metodo di somministrazione degli alimenti, loro utilizzo e assunzione giornaliera. Se attraverso un'alimentazione ottimale e un buona gestione si migliorano le prestazioni, conseguentemente si riesce a ridurre i costi relativi!
 
Il fabbisogno alimentare cambia
La crescita di un suino all'ingrasso si articola nelle seguenti fasi:
  • la percentuale proteica aumenta gradualmente fino a 60-80 kg di peso vivo, poi inizia a calare. I fabbisogni quotidiani sono massimi tra i 60 e gli 80 chili;
  • la percentuale lipidica aumenta in modo lineare con l'aumento del peso;
  • con la crescita aumenta sempre più lo strato lipidico, peggiorando di conseguenza l'indice di conversione degli alimenti.
Che conclusioni si possono quindi trarre in pratica su come alimentare gli animali? In primo luogo bisognerebbe adattare la somministrazione degli alimenti alla loro curva di crescita e quindi somministrare più proteine all'inizio dell'ingrasso piuttosto che alla fine. La capacità di assunzione degli alimenti e i fabbisogni energetici aumentano nel corso della crescita rendendo necessario un aumento della quantità somministrata: nelle femmine fino alla fine dell'ingrasso, nei castrati fino a 80 chili di peso vivo.
 
Armonizzare la somministrazione proteica ed energetica
Il suino non ha alcun bisogno di proteine in senso assoluto, quanto piuttosto di aminoacidi. Lisina, metionina, treonina e triptofano devono coprire i fabbisogni delle razioni degli animali all'ingrasso nel rapporto 1:0,6:0,65:0,2.
I fabbisogni energetici dipendono tra le altre cose dalla genetica, dal sesso e dal peso della carcassa che si vuole ottenere. I valori pubblicati dalla letteratura scientifica possono essere considerati solo indicativi. Gli allevatori biologici devono valutare in modo critico i fabbisogni stabiliti per gli animali convenzionali, in quanto questi si basano su altri presupposti: ottenere massime prestazioni da una genetica caratterizzata da uno sviluppo muscolare notevole, allevare gli animali in capannoni riscaldati, senza possibilità di fare movimento all'aperto. Nelle razze a lento accrescimento il fabbisogno aminoacidico per chilogrammo di crescita è minore e il fabbisogno energetico maggiore. Tenendo presenti le limitazioni sopracitate la Tabella 1 può essere usata come riferimento. In ogni fase di crescita è cruciale rispettare il giusto rapporto aminoacidi/energia (grammi di lisina per MJ ME)
Anche nell'allevamento biologico dei suini vale la regola, una volta coperto il fabbisogno di aminoacidi, di mantenere al livello più basso possibile la proteina grezza della razione per ridurre l'eliminazione di azoto e alleggerire il ciclo. Da questo punto di vista le miscele universali spesso utilizzate sono da considerare poco adatte.
 
Tabella 1.
Fabbisogni proteici ed energetici
 
Media di crescita (kg p.v.)
Lisina (gr per MJ ME)
Contenuto di lisina (gr/kg)
10
0,90
11,70
30
0,78
10,14
50
0,65
8,45
80
0,55
7,15
 
Fonte: Hagner, J. (2008) “In der Endmast mauern!” Bioland 01/2008, 16-17.
 
(agosto 2009)
 
Vedi anche: