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PROBLEMATICHE RELATIVE ALL’ ALIMENTAZIONE DEI SUINI BIOLOGICI
3. Risorse alimentari
 
L'uso di maggiori quantità di foraggio va probabilmente limitato alle scrofe gravide. Infatti il contenuto di foraggio nella dieta dei suini in accrescimento è solo marginale a causa della ridotta capacità del loro apparato digerente e dei loro elevati fabbisogni nutritivi ed energetici. Tuttavia, se se ne considera il potenziale effetto sulla qualità del tessuto adiposo, prodotti a base di foraggio possono essere utilizzati nei suini in finissaggio, per rendere accettabile agli animali la riduzione di somministrazione di alimenti energetici.
Nella pratica dell'allevamento biologico suino non vengono ancora sfruttate al loro massimo potenziale le teorie che permettono di usufruire più efficacemente delle risorse proteiche prodotte in azienda per l'alimentazione dei suini biologici. Infatti attualmente le granelle di leguminose rappresentano la principale fonte proteica, che però nella dieta dei suini biologici deve essere supplementata da quantità moderate di altre fonti proteiche. Poiché ci sono sostanziali differenze nel valore alimentare dei diversi tipi e varietà di pisello (Pisum sativum), altre leguminose in granella come i lupini e la soia potrebbero avere un potenziale addirittura maggiore come fonti proteiche di alto valore per i suini biologici. Tuttavia bisogna valutare gli effetti della totale integrazione dei suini nel sistema aziendale della rotazione dei raccolti e considerare le risultanti performance economiche delle aziende biologiche.
Al contrario della produzione animale convenzionale, per i monogastrici nel biologico sono disponibili solo poche quantità di sottoprodotti biologici di origine industriale ad elevato valore nutrizionale, facilmente utilizzabili come fonte alimentare. Questi sottoprodotti potrebbero servire come supplementi nelle diete a base di legumi in granella per migliorare il valore della proteina assunta con la dieta. Tuttavia anche queste quantità relativamente basse saranno contese dai produttori di mangimi per suini e volatili. Inoltre certi sottoprodotti non possono essere sfruttati al loro massimo potenziale a causa di determinate caratteristiche (elevato contenuto di umidità, ridotti tempi di stoccaggio, necessità di essere trasformati prima della somministrazione). Il superamento di ostacoli quali la difficoltà di separazione dei sottoprodotti convenzionali da quelli biologici negli stabilimenti, l'eventuale necessario adattamento dei sistemi e delle tecniche di somministrazione degli alimenti, la scarsa conoscenza degli agricoltori degli effettivi valori alimentari di questi “insoliti” prodotti aiuterà ad aumentare la quantità di sottoprodotti della lavorazione industriale presenti nelle diete dei suini biologici e a chiudere il ciclo nutritivo migliorando la sostenibilità della produzione suina biologica.
Se i sottoprodotti vogliono diventare una fonte alimentare importante da un punto di vista quantitativo per i maiali biologici, la gamma dei potenziali alimenti deve essere estesa e comprendere ulteriori “insoliti” prodotti come gli estratti di proteine delle piante usate a scopi diversi ecc..
 
Fonte: Zollitsch, W. (2007) “Challenges in the nutrition of organic pigs”. Journal of the Science of Food and Agriculture 87:2747-2750.
 
(luglio 2009)
 
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