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PREVENZIONE DELLE MALATTIE NEI SISTEMI BIOLOGICI
Salute animale positiva
 
La prevenzione delle malattie è una delle regole fondamentali della produzione animale biologica. L'obiettivo è la prevenzione piuttosto che il trattamento delle patologie.
Nella produzione animale biologica la gestione della salute si basa sull'idea che lo stato di malattia si possa prevenire con la selezione genetica, con l'alimentazione, con la stabulazione e con la cura degli animali. Per esempio la possibilità di muoversi e l'accesso alle aree esterne riducono i rischi di malattie metaboliche e i problemi di fertilità, influendo positivamente anche sul benessere psicologico dell'animale.
“Il concetto che gli animali siano delle macchine è sbagliato” sottolinea il professor Baars. “Come gli esseri umani anche gli animali hanno determinate strutture fisiologiche, come il sistema nervoso, da cui si può concludere che abbiano una vita mentale paragonabile a quella delle persone. Attualmente si dispone di maggiori informazioni sull'intelligenza animale e di conseguenza sulla sofferenza animale”.
 
Salute animale positiva
 
L'agricoltura biologica ha adottato il concetto di “salute animale positiva” in contrapposizione a “trattamento della patologia” tipico del mondo convenzionale.
 
La “Soil Association” identifica tre pietre miliari della salute animale positiva:
 
  1. Alimentazione.
Bisogna somministrare diete più nutrienti e più naturali. Per esempio mentre una volta i bovini venivano alimentati prevalentemente con il foraggio, nei sistemi convenzionali in molti paesi le vacche sono nutrite con una grande quantità di alimenti concentrati ad elevato valore proteico (soia e mais), che di norma arrivano a costituire il 30-50% della loro razione. Ciò è in parte dovuto al fatto che una tale dieta determina un aumento delle produzioni e in parte poiché la selezione si è basata quasi esclusivamente sulle elevate produzioni e di conseguenza ha prodotto vacche che dipendono dagli alimenti altamente proteici. Ma poiché le vacche sono comunque dei ruminanti questa dieta non è naturale per gli animali e produce cambiamenti nell'ambiente interno degli organismi animali provocando patologie come la dislocazione dell'abomaso e facilitando lo sviluppo di ceppi patogeni di E.coli che, pur non avendo un effetto patogeno diretto sugli animali, rappresentano un pericolo per l'uomo.
L'approccio biologico è quello di rispettare la fisiologia degli animali e di non forzarli a mangiare alimenti che potrebbero avere un effetto negativo sulla loro salute.
 
  • Corretta gestione degli animali per evitare lo stress.
Strutture di ricovero adeguate, basse densità di animali e ambiente naturale con accesso all'esterno riducono lo stress. Lo stress riduce le funzioni immunitarie e quindi aumenta la suscettibilità alle malattie. La rotazione dei pascoli permette agli animali giovani di sviluppare un'immunità naturale, esponendoli con gradualità ai microrganismi, patogeni e non, per facilitare lo sviluppo dell'immunità e promuovere la salute animale.
 
  • Selezione di razze adatte a favorire la biodiversità e la resistenza alle malattie.
Le caratteristiche di molte razze autoctone giocano un ruolo importante nell'assicurare la salute positiva degli animali e riguarda l'adattamento al territorio (clima, altitudine e suolo), la robustezza, la frugalità e la resistenza alle malattie.
I sistemi biologici offrono a livello globale moltissimi aspetti positivi: è disponibile un'enorme capitale genetico di razze indigene, che si sono adattate all'ambiente e alle malattie. Un riconoscimento sempre maggiore viene dato al ruolo che le razze resistenti a determinate patologie e ai parassiti possono giocare nelle strategie di controllo integrato.
 
Fonte: Hansen, H., Sjouwerman, P. (2007). Organic agriculture and animal health. Dossier IFOAM. Pp. 17-21.
 
(dicembre 2009)
 
Vedi anche:

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