Via Schia 21 fr. Sedena - 25017 LONATO (BS) - tel. e fax 030.9133263 393.9242224
 

 

 

Sei in: allevamento biologico>avicoli

 
Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
 
 
LA SALUTE ANIMALE NELLA PRODUZIONE AVICOLA BIOLOGICA - 2
 
 
In azienda bisognerebbe rispettare le norme di biosicurezza e igiene, come ad esempio ridurre al minimo l'accesso di visitatori alle strutture che ospitano i volatili. La luce solare e un ambiente asciutto aiutano a prevenire i patogeni nelle aree esterne. Prima di entrare nei ricoveri è opportuno disinfettare le calzature con i disinfettanti consentiti come ad esempio lo iodio, oppure indossare calzari usa e getta o calzature da usare esclusivamente nelle aree dove sono presenti gli animali.
 
L'utilizzo della pratica del “tutto pieno-tutto vuoto” (rimuovere completamente tutti gli animali prima di cominciare con un nuovo ciclo e lasciare le strutture vuote per un determinato periodo), determina una riduzione dei patogeni, molti dei quali muoiono durante l'intervallo tra un ciclo e l'altro. Mescolare animali di età diverse può comportare dei rischi in quanto gli animali più vecchi possono essere vettori di malattie per quelli più giovani. Allo stesso modo mescolare specie diverse può determinare la trasmissione di malattie da una specie all'altra.
 
I parassiti esterni come gli acari dovrebbero essere gestiti permettendo ai volatili di fare i bagni di sabbia. Molti produttori aggiungono terra diatomaciosa ai bagni di sabbia. Tuttavia se si rende necessario un trattamento si può ricorrere al piretro, che è un prodotto consentito in agricoltura biologica. Per eliminare gli acari del pollaio, che non vivono direttamente sugli animali, bisognerebbe trattare anche i posatoi, le fessure e le crepe. Oli naturali come quello di semi di lino sono spesso utilizzati per disinfettare le strutture.
L'incidenza di parassiti interni come Ascaridi, Heterakis gallinae e Capillaria obsignata può rappresentare un problema nell'allevamento biologico ed è stato oggetto di ricerche scientifiche. Lo strumento fondamentale per ridurre l'incidenza dei parassiti interni è la pratica della rotazione dell'accesso alle aree esterne, per impedire che gli animali pascolino sempre sulle stesse superfici.
Non sono consentiti trattamenti coccidiostatici per il controllo dei protozoi; per questo motivo molti allevatori si impegnano nelle pratiche di gestione od utilizzano il vaccino.
 
La muta è un processo naturale che si verifica una volta all'anno allo scopo di rinnovare il piumaggio. La muta aiuta a ricostituire l'apparato riproduttivo e a rinforzare lo scheletro delle ovaiole. Di solito la muta dura alcune settimane e durante questo periodo la produzione di uova diminuisce o cessa. Uno branco della stessa età e origine di solito farà la muta nello stesso periodo. Tuttavia ci potranno essere variazioni individuali nella durata della muta. La muta forzata è un modo di indurre le galline ovaiole dello stesso branco a fare la muta in un determinato periodo e più velocemente dei normali ritmi fisiologici. La muta si può indurre sia riducendo la densità nutritiva della dieta che diminuendo il periodo di esposizione alla luce.
Nella gestione delle ovaiole convenzionali le galline vengono distrutte o macellate a circa 70 settimane di vita o subiscono la muta forzata e successivamente, dopo che hanno ricominciato ad ovodeporre, sono allevate fino a che raggiungono un'età di 105 settimane. Se gli allevatori vogliono attuare la muta forzata, devono somministrare una dieta adeguata e garantire comunque un periodo di luce di almeno 8 ore.
Il regolamento sul biologico non fissa standard specifici a questo riguardo, ma in generale gli enti certificatori non permettono la muta forzata poiché stressante per gli animali. Di solito i produttori biologici distruggono o macellano le loro galline a circa 70 settimane, anche se alcuni piccoli produttori consentono la muta naturale.
La muta naturale non è così efficiente come quella artificiale ma garantisce il benessere animale e prolunga la vita produttiva delle ovaiole (nel tempo servono meno animali). Idealmente le galline ovaiole dovrebbero poter fare la muta naturalmente e dovrebbero essere tenute per almeno due-tre anni.
 
Nella produzione biologica avicola la sicurezza alimentare è importante. Alcuni studi hanno dimostrato che le patologie di origine alimentare sono prevalenti nella produzione zootecnica biologica rispetto a quella convenzionale. In uno studio danese il Campylobacter è stato trovato in tutti i 22 branchi di broiler allevati secondo il metodo biologico e analizzati e solo in un terzo degli allevamenti di broiler convenzionali. I polli biologici sono in genere allevati più a lungo di quelli convenzionali ed hanno maggiori opportunità di venire a contatto con gli agenti patogeni. D'altra parte in un altro studio è stato trovato che il Campylobacter sviluppa resistenze ai fluorochinoloni, un gruppo di antibiotici molto importanti in medicina umana, nel 46% degli allevamenti convenzionali di pollo e nel 67% degli allevamenti convenzionali di tacchino ma solo nel 2% degli allevamenti di polli e tacchini biologici.
 
Fonte: Fanatico, A. (2008). Organic poultry production in the United States. Health. Pp. 4-6. Attra Publication. Www.attra.ncat.org
 
(dicembre 2009)
 
Vedi anche:

 loghi_slogan_colori