Via Schia 21 fr. Sedena - 25017 LONATO (BS) - tel. e fax 030.9133263 393.9242224
 

 

 

"Antibiotici nell'ambiente"

Anche se si tratta in primo luogo di un problema che riguarda l'allevamento intensivo convenzionale, il passaggio di quantità elevate di antibiotici nei terreni dovrebbe interessare anche gli agricoltori biologici. Anche in agricoltura biologica è spesso possibile ridurre ulteriormente l'impiego di medicinali allopatici ad uso zootecnico. Nell'allevamento convenzionale gli antibiotici sono impiegati in grosse quantità come profilattici o per migliorare le prestazioni degli animali all'ingrasso. Attraverso i rifiuti dell'allevamento zootecnico arrivano poi nell'ambiente. Recenti studi hanno dimostrato che le tetracicline presenti nei liquami sono notevolmente stabili mentre ricerche sul loro comportamento nel letame e sul loro effetto sui microrganismi del suolo sono solo nella fase iniziale. Da questi lavori potrebbero emergere risultati interessanti anche per l'agricoltura biologica.

Effetti sconosciuti sull'ambiente.
Sorprendentemente si conosce poco dell'effetto sull'ambiente dei medicinali usati in zootecnia. Questo dipende soprattutto dal fatto che, a differenza dei prodotti usati sui vegetali, fino a pochi anni fa per brevettare questi farmaci non era necessaria alcuna verifica di impatto ambientale. La maggior parte dei medicinali ad uso zootecnico oggi in uso non è perciò stata testata per valutarne gli effetti sull'ambiente.
Soprattutto il caso delle Avermectine, usate come antiparassitario a largo spettro, dimostra chiaramente quanto possano essere rischiosi per l'ambiente i farmaci ad uso zootecnico. I principi attivi eliminati dagli animali inibiscono fortemente gli insetti che vivono nelle feci, rallentandone perciò la decomposizione. Lo sviluppo degli insetti nelle feci viene pregiudicato anche a bassi dosaggi di antiparassitario. Questa è stata una delle ragioni per cui Bioland ha vietato l'uso delle Avermectine.
Gli effetti degli antibiotici sull'ambiente sono passati fino ad oggi quasi inosservati, pur essendo questi farmaci impiegati in grosse quantità nell'allevamento convenzionale. A causa della loro attività antimicrobica si suppone che gli antibiotici danneggino la microflora del terreno; è ipotizzabile anche un inquinamento delle acque profonde. Nell'allevamento intensivo dei suini e dei volatili viene trattato prevalentemente tutto l'allevamento, mentre il trattamento del singolo animale ha al confronto ancora solo un'importanza limitata. Nel 1997 nell'Unione Europea sono state impiegate in zootecnia circa 1500 tonnellate di principi attivi, due terzi dei quali usati come farmaci e un terzo come integratore alimentare. Più della metà degli antibiotici usati sugli animali sono tetracicline, impiegate soprattutto per trattare le infezioni delle vie respiratorie e del tratto intestinale.
In uno studio dell'università di Gottingen finanziato dal Ministero dell'Ambiente si sta attualmente studiando come le tetracicline si comportano negli escrementi dei suini. Circa l'80% della sostanza somministrata si può ritrovare nelle feci in forma completamente immodificata e quindi attiva. Bisogna allora chiedersi se il principio attivo, durante lo stoccaggio dei fertilizzanti, viene completamente decomposto o se le sostanze antibiotiche attive sono ancora presenti al momento dello spargimento sui terreni. Prove di laboratorio con liquame suino hanno dimostrato che le tetracicline sono notevolmente stabili nel liquame e che perciò possono arrivare in quantità non trascurabili sui terreni. Il tempo di dimezzamento delle tetracicline nel liquame va da 55 fino a 105 giorni. La velocità di degradazione non dipende nè dalla concentrazione iniziale nè dalla temperatura di stoccaggio (costante a d 8 °C, all'aperto, durante l'estate) e nemmeno dal contatto con l'aria, reso possibile da un regolare mescolamento.
Con una usuale terapia di massa dei suini, ad esempio per trattare un'infezione delle vie respiratorie, con i tempi di dimezzamento sopra esposti, dopo 180 giorni nella vasca del liquame sono rilevabili concentrazioni di tetracicline comprese tra 1,1 e 4,0 grammi per metro cubo di liquame. Ricerche presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Hannover hanno tra l'altro mostrato che in terreni concimati con liquame sono stati trovati evidenti residui di tetracicline. I valori soglia delle prove d'impatto ambientale, necessari per il rilascio di brevetti per nuovi farmaci, sono stati in questo caso chiaramente superati.

E com'è la situazione riguardo al letame?
Quali sono le conseguenza che al momento si possono dedurre da questi dati? Per ora ci sono solo poche conoscenze sicure su come i principi attivi si comportano effettivamente nel terreno. Anche se le sostanze si legano fortemente alle particelle di terreno e forse si accumulano solo in quantità minime, resta aperta la domanda se e in quale misura i cicli biologici ne terreno vengono danneggiati. E' ipotizzabile che i microorganismi del terreno sviluppino delle resistenze o che la loro attività venga rallentata. Attualmente si è almeno cominciato a fornire risposte a questi quesiti. Si ricerca anche come si comportano i principi attivi nel letame, essendo questo un problema interessante anche per l'agricoltura biologica. I dati finora disponibili sulle tetracicline non possono essere applicati ad altri antibiotici altrettanto frequentemente in uso. Sono necessarie ulteriori ricerche.
Pur trattandosi in un primo luogo di un problema dell'allevamento intensivo, soprattutto della cosiddetta industria di trasformazione, appare comunque chiaro che nell'allevamento biologico bisogna continuare a lavorare per migliorare la salute degli animali.Lo scopo è quello di ridurre l'uso di farmaci e in particolare di antibiotici. Per ottenere questo risultato bisogna soprattutto migliorare l'alimentazione (per esempio somministrando diete equilibrate), le condizioni di gestione ( ad esempio controllando il carico di polvere), di igiene (ad esempio regolando lo spostamento dei suinetti e disinfettando) e di allevamento (ad esempio controllando la salute della mammella).
Questi dati dimostrano anche che i farmaci ufficialmente ammessi dovrebbero essere riesaminati criticamente. Bisognerebbe tenere conto dei nuovi risultati della ricerca ed operare una continua revisione del Regolamento.
E' possibile che con l'acquisto, con forme al regolamento, di letame proveniente da aziende agricole convenzionali possano essere introdotte in azienda sostanze farmacologiche. Il consiglio di acquistare paglia convenzionale solo da aziende che praticano il metodo estensivo si dimostra perciò valido anche per quel che riguarda l'acquisto di letame per l'azienda. L'obbligo di tenere un accurato registro di stalla per i farmaci usati, previsto anche per le aziende convenzionali, faciliterà in futuro l'ottenimento di informazioni adeguate.

Traduzione da
Winckler, C. (2001) "Antibiotika in der Umwelt", Bioland 5/2001, 27-28.