| |
Sei in: allevamento biologico>analisi e approfondimenti
Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
La produzione di valore aggiunto:
vendere contemporaneamente valori biologici, umani e di altra natura
Le persone che producono e quelle che acquistano prodotti biologici di origine animale lo fanno per tutta una serie di preoccupazioni che nutrono nei confronti della zootecnia convenzionale. Questi aspetti riguardano l'impatto sul benessere animale, sull'ambiente, sulla qualità del cibo, sulla sicurezza alimentare, sulle aziende a conduzione familiare, sui lavoratori agricoli, sulle comunità rurali e sui paesi in via di sviluppo. Questi elementi non si escludono a vicenda ma sono collegati tra loro e tendono a sovrapporsi. Di conseguenza i metodi di produzione che si allontanano dall'enfasi sull'efficienza tipica del mondo del convenzionale riguardano numerosi temi. Per i produttori ciò acquista un significato economico, in quanto è possibile riuscire a vendere i propri prodotti a persone con differenti prospettive. Questo articolo analizzerà questa sovrapposizione, con un'attenzione particolare sull'umanità e sulla sostenibilità, sottolineando che si dovrebbe riconoscere maggiormente l'importanza di vendere più valori contemporaneamente. Prendersi cura dei diversi valori farà crescere tutto il sistema, comprese le vendite, sia a livello locale che internazionale.
Le pratiche che migliorano la sostenibilità in agricoltura spesso determinano un miglior trattamento degli animali: sia di quelli domestici negli allevamenti che della fauna selvatica nelle aziende agricole a produzione vegetale. Allo stesso modo spesso le pratiche volte a garantire un trattamento “umano” degli animali allevati aumentano la sostenibilità, ad esempio riguardo al controllo delle malattie e alla gestione del letame. Il fatto che il trattamento dignitoso e la sostenibilità si sovrappongano non è una coincidenza. Entrambi questi approcci pongono un'enfasi maggiore sugli animali in quanto tali rispetto ai metodi convenzionali. Si può dire che questi metodi alternativi siano centrati sull'animale, e ritengano che la produzione animale sia per prima cosa e soprattutto un processo biologico piuttosto che basarsi su un approccio tecnologico, tipico del convenzionale.
Le associazioni che rappresentano il mondo biologico, come la “Soil Association” nel Regno Unito, hanno un'altra ragione per esigere un trattamento di riguardo per il bestiame. Affermano che i consumatori di prodotti biologici non si aspettano che gli animali siano allevati in strutture convenzionali, chiuse, ma che siano accuditi bene e che vivano in condizioni naturali. Il risultato finale è che il benessere di questi animali è probabilmente migliore, nel complesso, rispetto alla produzione convenzionale, perché gli animali hanno a disposizione più spazio, un ambiente più vario e così via. Talvolta si esprime preoccupazione per il fatto che nelle aziende biologiche, in cui non si trattano gli animali con prodotti chimici perché ciò comporterebbe la perdita della certificazione, possano verificarsi infezioni ed epidemie, ma questo è probabilmente un evento raro. Ci sono molti allevamenti biologici che prosperano e dove gli animali sono apparentemente più sani rispetto al convenzionale, senza problemi sanitari e senza bisogno di trattamenti.
Infatti c'è una crescente consapevolezza che la salute animale dipenda da altri aspetti del benessere. Un importante risultato di questo riconoscimento si è raggiunto nel 2005 con l'emanazione dei primi standard globali per il benessere degli animali (per il trasporto e la macellazione), concordato da 167 paesi membri dell'Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE). Questo risultato si basa sul principio che promuovere il benessere animale aiuta a prevenire non solo le patologie conosciute, ma anche i rischi imprevedibili, con benefici potenzialmente vitali per la sostenibilità. Per ora poca attenzione è stata data all'applicazione di questi standard, che devono avere la priorità in tutti i settori del commercio di prodotti animali, compreso anche quello locale dei prodotti biologici.
I produttori e i consumatori hanno probabilmente già capito i vantaggi di avere nello stesso “pacchetto” prodotti biologici, umani e di altra natura contemporaneamente. Altri agenti, come i commercianti e i legislatori, devono ancora essere educati da questo punto di vista. Un approccio collaborativo riguardo ai “valori aggiunti” dell'agricoltura beneficerà gli animali, la gente e l'ambiente.
Fonte: Appleby, M. (2006). Value added production: selling organic, humane and other values in the same package. In Proceedings of the 1st IFOAM Conference on Animals in Organic Production, St.Paul, Minnesota. Pp. 73-74.
(dicembre 2009)

|
|