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Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
RICERCA NELLA PRODUZIONE BIOLOCICA ANIMALE: IL CONTRIBUTO DEGLI AGRICOLTORI
esperienza inglese, norvegese e statunitense
L'esperienza inglese: partecipazione degli agricoltori, condivisione della ricerca e della conoscenza
In Cornovaglia hanno preso vita alcuni progetti di ricerca applicata usando un modello costituito da identificazione del problema, partecipazione e contributo degli agricoltori, divulgazione e analisi degli effetti prodotti, spesso con un processo ripetitivo. Un'indagine iniziale ha identificato un'ampia gamma di problemi tecnici o di altra natura, un gruppo di figure chiave e una rete di potenziali collaboratori. Alcuni partecipanti a questa indagine hanno sottolineato come limite l'assenza di una rete sociale di agricoltori, richiedendola. In risposta si è creato un gruppo di discussione con lo scopo aggiuntivo di fornire occasionalmente informazioni tecniche specifiche. I membri del gruppo hanno partecipato liberamente alla ricerca in azienda e allo sviluppo di attività che hanno preso avvio dalle domande tecniche poste dagli agricoltori stessi. Pur non essendoci stata una valutazione formale di questo gruppo, è ipotizzabile che questa collaborazione abbia prodotto benefici in apparenza non evidenti ma di fatto paragonabili alle informazioni ottenute dagli agricoltori con la divulgazione formale dei risultati delle ricerche. In un altro progetto si è eseguito il monitoraggio fecale delle uova di parassiti delle pecore per cercare di rispondere ad interrogativi specifici posti in azienda riguardanti il controllo dei parassiti interni. Le domande sono state poste, e i risultati valutati, dagli agricoltori partecipanti. Anche se lo studio non è riuscito a dare una risposta alle domande specifiche, tutti i partecipanti sono rimasti soddisfatti per le nuove conoscenze acquisite e hanno manifestato il desiderio di continuare con il progetto. Un terzo progetto aveva lo scopo di stabilire i benefici del benessere animale negli allevamenti da latte biologici. I risultati di ogni azienda sono stati paragonati con quelli delle altre aziende partecipanti. In una valutazione delle impressioni degli agricoltori sui risultati è emerso che le informazioni ottenute dagli altri agricoltori, attraverso il confronto delle diverse esperienze, è stata ritenuta di grande importanza e un fattore motivante.
L'esperienza norvegese: gli agricoltori imparano grazie ad una ricerca sulla valutazione del benessere animale e ad un progetto di sviluppo
In Norvegia, negli allevamenti biologici di bovine da latte, è stato attuato un progetto allo scopo di sviluppare uno schema per valutare il benessere animale nelle mandrie di vacche biologiche. Tra gli obiettivi c'era quello di diffondere la conoscenza sulle pratiche zootecniche biologiche tra tecnici che lavoravano direttamente con gli allevatori (tecnici del latte, veterinari ecc.) e di produrre materiale informativo e di sostegno per i consulenti e per la formazione dei tecnici. Valutando il progetto gli agricoltori si sono detti entusiasti per quanto avessero imparato e tutti hanno affermato che come risultato il benessere nelle loro mandrie è migliorato. In particolare hanno sottolineato come gli incontri di gruppo con gli altri agricoltori siano stati importanti per imparare e come fonte di ispirazione. In un periodo di due anni e mezzo si sono svolti tre di questi incontri. Si è concluso che impegnarsi sull'assistenza, e non solo sul controllo, è importante per costruire un dialogo positivo tra gli agricoltori, i tecnici e i veterinari. Questi ottimi risultati hanno prodotto uno schema che è stato inserito nel “Servizio Nazionale per la salute dei bovini”, parte integrante del regolare servizio di assistenza offerto a tutti gli allevatori norvegesi di bovine da latte.
L'esperienza statunitense: agricoltori come ricercatori
Un modello interessante di ricerca partecipatoria è quello dei “Practical Farmers” dello Iowa, situato nella zona centrosettentrionale degli Stati Uniti. Questa organizzazione è stata fondata circa 20 anni fa, principalmente per fare ricerca nelle aziende agricole associate sull'agricoltura biologica e su altre alternative rispettose dell'ambiente per le quali gli agricoltori stessi non ritenevano che ci fosse abbastanza interesse da parte del sistema della ricerca, troppo orientata verso l'agricoltura convenzionale. Nel giro di qualche anno il lavoro di questa associazione ha guadagnato l'attenzione dell'Università dello Iowa, il principale centro di ricerca sull'agricoltura dello stato. Da allora questa associazione di agricoltori e l'università hanno una relazione formale di collaborazione che si è dimostrata positiva per entrambi. Inizialmente gli studi erano rivolti alle produzioni cerealicole, più recentemente il loro impegno ha riguardato anche sistemi di produzione animale più sostenibili, soprattutto per i suini (di cui lo stato dello Iowa è il maggior produttore statunitense). Recenti progetti di collaborazione riguardanti la zootecnia hanno riguardato uno studio sulle produzioni alternative di qualità del suino (che tra l'altro riguarda la partecipazione di veterinari che monitorano lo stato di salute di animali allevati senza l'uso di antibiotici), e un confronto sulle diverse possibilità di smaltimento dei liquami dei suini allevati nei tunnel (un metodo a basso costo, di media scala che sta ottenendo sempre maggior popolarità nello Iowa come alternativa ai grossi capannoni). Un punto fondamentale dell'approccio tra università e associazione di agricoltori è che, oltre a collaborare nella pianificazione, nello svolgimento e nell'interpretazione dei risultati della ricerca, i membri dell'associazione dedicano molta energia a diffondere le informazioni e le esperienze acquisite attraverso giornate in azienda, incontri invernali e una newsletter.
Fonte: Vaarst, M., Roderick, S., Lockeretz W. and V. Lund (2006). Contribution of farmer partecipation to research in organic livestock production. Proceedings of the1st IFOAM International Conference on Animals in Organic Production. Pp. 19-23.
(dicembre 2009)
Vedi anche:

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