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RICERCA NELLA PRODUZIONE BIOLOCICA ANIMALE: IL CONTRIBUTO DEGLI AGRICOLTORI
 
Introduzione
L'approccio partecipatorio adottato dalla ricerca in campo agricolo a livello mondiale per sviluppare i sistemi agricoli ha assunto particolare rilevanza nel biologico. La necessità di un approccio sistemico, che tenga conto di tutte le complessità, associato all'importanza dell'innovazione in agricoltura biologica, offre probabilmente una buona piattaforma agli agricoltori, ai ricercatori e ai tecnici per lavorare insieme. Nonostante la rilevanza e l'importanza dell'approccio partecipatorio, l'attuazione presenta alcune difficoltà pratiche e sfide. Esiste inoltre in ambito scientifico una mancanza di comprensione e di riconoscimento dell'approccio partecipatorio.
Gli agricoltori possono venire coinvolti in molti modi diversi nei progetti di ricerca, e non sempre la definizione di “partecipatorio” chiarisce il livello di coinvolgimento degli agricoltori. Ci sono situazioni in cui la partecipazione degli agricoltori è minima, come ad esempio quando partecipano ad un censimento o prestano del terreno per una prova. In altri casi gli agricoltori sono gli innovatori, gli operatori e gli interpreti di una ricerca, mentre il ruolo degli accademici e dei tecnici è quello di facilitatori. La ricerca attiva si riferisce a situazioni che necessitano di un processo di apprendimento comune, basato sull'esperienza, degli agricoltori con i ricercatori, in cui ricerca e sviluppo si associano per risolvere determinati problemi e produrre allo stesso tempo conoscenza, usando non solo metodi scientifici. Quando si adotta quest'ultimo approccio al ricercatore spetta il duplice ruolo di partecipante e di osservatore del sistema attraverso le fasi del ciclo della ricerca, identificazione del problema, pianificazione delle strategie di intervento, attuazione/azione e osservazione finale come nuovo punto di partenza per un altro ciclo, che inizia con una descrizione del problema rivalutato.
Proponiamo di seguito alcuni esempi che riguardano l'esperienza degli autori. Sulla base di queste esperienze discuteremo il ruolo, i modelli potenziali e possibili degli approcci partecipatori per lo sviluppo della zootecnia biologica, con particolare attenzione alle iniziative sulla salute animale.
 
L'esperienza danese: ricerca attiva con un approccio tipo “Scuola di Stalla”
In Danimarca un gruppo di allevatori biologici di bovini da latte ha iniziato nel Marzo 2004 un progetto con lo scopo di ridurre la somministrazione di antibiotici alle vacche. Parte importante del progetto, e allo scopo di sostenere questo processo, è stata la costituzione di quattro “scuole di stalla” tra i partecipanti. L'approccio si è ispirato al concetto delle “scuole di campo degli agricoltori” (“Farmer Field Schools”), adottato in molti paesi in Africa e in Asia e in particolare su un progetto in atto in Uganda.
Durante il periodo del progetto, e come risultato degli scambi e del processo di apprendimento, si sono registrati numerosi miglioramenti della gestione e delle condizioni delle aziende partecipanti. Il numero dei trattamenti antibiotici è stato ridotto della metà senza nuocere allo stato di salute generale e a quello sanitario della mandria (valutato attraverso la conta delle cellule somatiche e le visite cliniche). La scuola di stalla si è rivelata come uno strumento valido e molto efficiente per promuovere salute e benessere animale in situazioni complesse. In pratica si sono costituiti gruppi di allevatori provenienti da 5-6 aziende, che si incontravano una volta al mese nelle rispettive aziende. Ad ogni incontro si discuteva di un'esperienza positiva e di due problemi (ritenuti tali dagli agricoltori). Importanti dati sulla mandria estratti dal data base centrale relativo ai bovini danesi venivano preventivamente inviati ai partecipanti come materiale per preparare l'incontro. L'incontro consisteva in una visita aziendale con una discussione aperta seguita da una tavola rotonda più specifica della durata di circa due ore. Fondamentale era che il moderatore dell'incontro non intervenisse per dare consigli. Il moderatore, oltre a gestire lo sviluppo della discussione, prendeva appunti riguardanti i consigli offerti e le conclusioni principali.
In Danimarca tutti gli agricoltori hanno una buona educazione e tutte le aziende agricole hanno seguito le direttive nazionali volte ad aumentare la superficie aziendale e la consistenza della mandria. Si può comunque osservare che gli agricoltori biologici presentano certe caratteristiche che li rendono più portati a scambiare esperienze con i loro colleghi. A differenza degli agricoltori convenzionali, i biologici hanno affrontato un “processo di conversione mentale”prima e dopo la conversione tecnica vera e propria della loro azienda al biologico. Questa “conversione mentale” ha riguardato anche l'acquisizione di una graduale consapevolezza sui problemi ambientali e sulla sostenibilità aziendale. Si può quindi ritenere che gli agricoltori biologici abbiano dovuto affrontare dei processi di apprendimento, affrontando temi quali il rispetto dell'ambiente e il benessere animale e che abbiano dovuto mettere in discussione le loro capacità tecniche. Inoltre gli agricoltori biologici devono essere più innovatori come conseguenza di una generale assenza di supporto appropriato, ad esempio nell'assistenza veterinaria, e devono inoltre difendere il metodo biologico dalle critiche dei loro colleghi.
Anche se basato su esperienze in altri continenti, il metodo usato in Danimarca era stato adattato alle condizioni locali. Anche se il sistema delle “scuole di stalla” è adottato spesso per dare più forza ad agricoltori provenienti da realtà molto povere, l'esperienza danese suggerisce che le “scuole di stalla” funzionano anche con agricoltori provenienti da ambienti sociali, educativi ed economici molto diversi.
Le discussioni e le conversazioni con i partecipanti hanno evidenziato che queste azioni hanno prodotto un rafforzamento significativo. Tra gli agricoltori si è sviluppato il senso di possesso di un metodo in grado di contribuire a migliorare le loro mandrie. Essere parte di un gruppo (che funzionava come una piccola comunità) in cui i partecipanti imparavano insieme e acquisivano esperienze comuni, ha rappresentato una parte importante di questo processo di consapevolezza.
Esperienze in altri paesi europei e negli Stati Uniti hanno prodotto un'esperienza di conoscenza simile, che si origina quando gli agricoltori biologici lavorano insieme in gruppi. Ecco alcuni esempi.
 
Fonte: Vaarst, M., Roderick, S., Lockeretz W. and V. Lund (2006). Contribution of farmer partecipation to research in organic livestock production. Proceedings of the1st IFOAM International Conference on Animals in Organic Production. Pp. 19-23.
 
(dicembre 2009)
 
Vedi anche:

 

 

 

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