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CREARE E PROTEGGERE UN'INDUSTRIA ZOOTECNICA BIOLOGICA BASATA SULL'AZIENDA AGRICOLA A CONDUZIONE FAMILIARE
 
 
L'industria zootecnica biologica negli Stati Uniti deve affrontare molte sfide. Questo articolo affronta le problematiche dell'industria zootecnica biologica bovina negli Stati Uniti, che di fatto interessano anche suini e polli. Gli argomenti affrontati e le soluzioni proposte sono di interesse internazionale.
 
I problemi e le sfide che la zootecnia biologica, soprattutto con riferimento ai bovini, deve affrontare sono:
  • l'industrializzazione dell'agricoltura biologica
  • lo sviluppo di infrastrutture che permettano una crescita sempre maggiore
  • la mancanza di trasparenza del mercato, prezzo compreso
  • la creazione di livelli di qualità che avvicinino i sistemi di produzione degli agricoltori biologici e le aspettative dei consumatori
  • il trasporto del bestiame per la trasformazione e i canali di distribuzione
  • il mantenimento dell'integrità del sistema del biologico
  • i limiti della vendita diretta
 
Dal modello agricolo industriale convenzionale ci sono lezioni da imparare. In quel modello i prodotti da trasformare e le risorse produttive vengono reperiti ed estratti dalle campagne americane o dall'estero per soddisfare le richieste del mercato ed ottenere un profitto.
L'industria zootecnica biologica dovrebbe tenere sotto controllo il modello convenzionale. Il modello industriale convenzionale per bovini, suini e polli è 'verticale', con poca o nulla trasparenza di mercato e possibilità di partecipazione del consumatore. Le grosse multinazionali stanno attualmente entrando nel biologico portando nella produzione biologica un approccio verticale.
Attualmente nella maggior parte dei casi l'agricoltura biologica è costituita da una struttura 'orizzontale' in cui l'aspetto economico, le considerazioni di tipo ambientale, l'industria di trasformazione, i consumatori e i produttori hanno uguale importanza e rivestono ruoli prioritari. Ulteriori difficoltà per lo sviluppo dell'industria zootecnica biologica sono la trasparenza delle infrastrutture (ispezioni, certificazioni, macellazione, trasformazione ecc.) e il mantenimento dell'integrità del biologico.
Una sfida per tutti gli operatori del settore è quella di sviluppare un sistema in grado di fornire informazioni sulla trasparenza del mercato, per permettere ai produttori di soddisfare i bisogni e le richieste dei consumatori. La trasparenza riguarda il prezzo, il peso, la qualità e altre informazioni che consentano ai produttori, ai trasformatori, ai distributori e ai consumatori di compiere scelte informate.
E' di estrema importanza riuscire a mantenere l'integrità del movimento del biologico man mano che il settore cresce. I sistemi locali di produzione del cibo, la visione dei consumatori su chi produce il loro cibo e su come soddisfa le loro richieste e le loro necessità sono tutti elementi critici.
Fattori come la trasparenza del prezzo e i livelli di qualità, che non sempre corrispondono al tradizionale sistema ministeriale di qualità cui gli agricoltori sono abituati, possono costituire dei problemi. In questo sistema una carenza di informazioni attendibili può svantaggiare i produttori biologici.
I benefici di una gestione familiare dell'agricoltura biologica, vicina alle comunità locali e alle persone, è stata documentata da uno studio di Lohr all'Università delle Georgia. Questa ricerca mostra che i distretti in cui sono presenti aziende agricole biologiche hanno economie agricole più forti, contribuiscono maggiormente alle economie locali con le tasse e i commerci locali, hanno agricoltori più motivati, garantiscono un maggiore sviluppo rurale, proteggono gli habitat della fauna selvatica e riducono la diffusione di pesticidi nell'ambiente e l'inquinamento.
La “Agenzia degli agricoltori biologici per le relazioni commerciali” (OFARM) si è costituita nel 2000 in seguito all'unione di sei associazioni/cooperative di agricoltori, per sottoscrivere un accordo formale chiamato “agenzia comune per il commercio”. Lo scopo manifesto è quello di coordinare gli sforzi commerciali di gruppi di produttori per favorire e sostenere i produttori biologici. Attualmente OFARM è costituita da otto associazioni/cooperative con membri produttori in 22 stati e in Ontario, Canada. Il miglior risultato si è ottenuto nella commercializzazione dei cereali biologici.
Il modello OFARM e il suo successo sono stati documentati in uno studio dell' “Aldo Leopold Center for Sustainable Agriculture”, presso la Iowa State University, Ames., da Richard Levins.
Levins scrive: “La pubblicità di OFARM afferma: “vendendo insieme facciamo la differenza”. Un confronto dei prezzi pagati agli agricoltori membri rispetto a quelli dei non membri indica che è proprio così, OFARM riesce ad ottenere prezzi maggiori di quelli che spuntano gli agricoltori quando trattano da soli”. La differenza di prezzo, in relazione all'anno e al tipo di raccolto, varia dal 24 al 42% della commercializzazione collettiva rispetto a quella individuale.
Citando il modello OFARM lo studio di Levins conclude che “tuttavia la consapevolezza generale che una maggiore cooperazione determina prezzi maggiori non è considerata dagli agricoltori biologici che privilegiano strategie di commercializzazione individuali piuttosto che collettive”. La collaborazione e il marketing collettivo è potere di mercato che gli agricoltori dovranno praticare per il futuro economico del biologico.
L'individualismo dell'agricoltore, opposto alla cooperazione e alla commercializzazione di gruppo, rappresenta probabilmente il maggior ostacolo allo sviluppo di una zootecnia biologica economicamente sostenibile. Chi si rivolge da solo al mercato non riesce ad ottenere dei buoni prezzi, ma spesso ne causa addirittura un abbassamento. Il futuro dell'industria del biologico dipende dalle reti e dai gruppi di produttori, in grado di produrre informazioni affidabili sui propri prodotti, che si traducono in potere di mercato.
 
Senza guadagno non c'è missione
 
Se l'agricoltura biologica rappresenta la missione del futuro per il nostro sistema di produzione del cibo, allora ottenere un margine di guadagno per mantenere e far crescere questa missione deve diventare l'obiettivo prioritario della nostra società, dai produttori ai distributori, ai trasformatori, ai commercianti e ai consumatori.
Gli agricoltori biologici, indipendentemente da cosa producono, devono unirsi con altri produttori per permettere all'industria del biologico di restare economicamente sostenibile e di mantenersi vitale.
 
Fonte: Bobbe, J. and C. Fernholz (2006). Creating and protecting a family-farm oriented organic livestock industry. Proceedings of the1st IFOAM International Conference on Animals in Organic Production. Pp. 214-215.
 
(dicembre 2009)

 

 

 

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