Via Schia 21 fr. Sedena - 25017 LONATO (BS) - tel. e fax 030.9133263 393.9242224
 

 

 

Sei in: allevamento biologico>analisi e approfondimenti 

Informazione” mis. 111b psr 2007-2013
 
ZOOTECNIA BIOLOGICA: TRE ESPERIENZE A CONFRONTO
1-Allevamento vacche da latte
 
Il 5 dicembre 2009 a Prevalle, in provincia di Brescia, presso l’Azienda Agricola Le Caselle si è svolto un seminario dal titolo “Zootecnia biologica: tre esperienze a confronto”. L’evento, organizzato dall’Associazione “La Buona Terra”, era rivolto agli agricoltori, ai tecnici e ai consumatori.
Sono stati invitati come relatori tre allevatori biologici della Lombardia: Sara Rizzardini, allevatrice di vacche da latte, Ezio Piva, allevatore di polli e galline ovaiole e Paolo Truzzi, allevatore di suini.
La chiusura dell’incontro è stata affidata al Dott. Gaetano Vertova, agronomo e tecnico dell’Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC).
Riportiamo una sintesi degli interventi.
 
Prima esperienza
Allevamento delle vacche da latte: problemi di applicazione del Regolamento (CE) n°834/2007 e di commercializzazione
Relatrice: Sara Rizzardini, allevatrice biologica di vacche da latte (Az. Agr.Bio Biò di Vobarno BS).
 
Siamo un’azienda agricola zootecnica di montagna, a regime biologico dal 2002.
Riguardo all’applicazione del Regolamento non abbiamo avuto grosse difficoltà, perché il metodo di allevamento attuato prima di decidere di convertirci all’agricoltura biologica era simile. Sono solo aumentati gli animali, passando da 12 a 50 capi.
Riguardo alla scelta della razza inizialmente abbiamo cercato una razza tramandata dal nonno, la Bruna vecchio ceppo e non la Brown. Ma è stata troppo difficile da trovare perché in Italia ce ne sono troppo pochi esemplari. Abbiamo invece casualmente scoperto un allevatore che voleva chiudere la stalla e vendere le sue due vacche di razza Rendena e le abbiamo acquistate. Della scelta di questa razza siamo ora molto soddisfatti. Si tratta infatti di animali che presentano grande rusticità e resistenza.
Riguardo alla resa le nostre vacche producono circa 15 litri di latte al giorno. Abbiamo intrapreso un programma di miglioramento genetico e fecondiamo con tori miglioratori per la produzione di latte. Aspiriamo a raggiungere produzioni di 20 litri di latte al giorno. Riguardo alla resa in formaggio la Rendena è considerata tra le razze con la resa migliore.
Fecondiamo anche con tori di razze da carne e macelliamo gli animali a 16-17 mesi. Vendiamo mezzene, quinti e anche quantità inferiori, a seconda delle richieste.
Grazie alla rusticità e alla resistenza, che sono caratteristiche delle razze a duplice attitudine, è facile prevenire le malattie e quindi adempiere al Regolamento. Bisogna scegliere una razza che dia garanzia di resistenza. Naturalmente si ammalano anche i nostri animali, che comunque siamo sempre riusciti a curare con rimedi omeopatici o fitoterapici. Questo però implica un dispendio di tempo: per curare dobbiamo riuscire a captare la malattia il più velocemente possibile, per permettere a queste cure di essere efficaci. Più si aggrava la malattia, più si hanno difficoltà. Questo è un po’ il problema che hanno gli agricoltori biologici: avere il tempo di seguire la propria mandria. L’allevatore non ha il tempo. Noi allevatori, come in generale molti agricoltori biologici, siamo costretti ad occuparci molto delle attività di vendita, e questo porta via tempo all’allevamento.
Nella vendita si perde tempo perché, a causa dei costi elevati di produzione e quindi anche del prezzo finale, bisogna dedicarsi molto al cliente, spiegare, mostrare ecc.. La soluzione è quella di riunirsi in associazioni come “La Buona Terra”, che aiuta ad organizzare i mercati, che organizza incontri come questo.
Riguardo ai costi di produzione, è importante chiedersi cos’è che rende così alto il prezzo del prodotto finito. Nella nostra azienda sono i cereali in quanto i mangimifici hanno difficoltà a reperire materia prima certificata. Inoltre non sono molti i mangimifici che producono mangimi biologici.
Noi usiamo un mangime completo (pisello proteico, orzo e mais) che ci costa 42 euro al quintale; un buon mangime convenzionale costa 25-27 euro al quintale.
Un secondo fattore è il fieno. Soprattutto per noi che siamo in montagna è difficile produrne in quantità adeguata e quindi siamo costretti ad acquistarlo. Abbiamo cercato terreni da lavorare, ma non siamo riusciti a trovarne. E questo si collega ad un altro problema. Infatti se volessimo aumentare il numero di capi che alleviamo non potremmo farlo, altrimenti andremmo fuori dal Regolamento per quel che riguarda la densità animale. Questo non è un limite del Regolamento, ma un problema di gestione del territorio e delle aree verdi: un problema etico.
Dal mio punto di vista gli agricoltori biologici non si occupano solo si agricoltura, purtroppo o per fortuna, ma fanno anche i messaggeri. Quando si intraprende questa strada bisogna essere forti perché è veramente difficile, se valutiamo il reddito, riuscire a resistere. Se noi riusciamo a resistere e a portare avanti questi modelli possiamo crescere e di conseguenza anche la gestione del territorio da parte di persone che non sono agricoltori migliorerebbe.
Una buona soluzione per le aziende, secondo me, è quella delle multifunzionalità aziendale. Anche se è difficile noi abbiamo cercato di applicarla. In azienda siamo in quattro: mio papà lavora a tempo pieno, io quasi, poi c’è mio fratello e mia mamma che ci aiuta con la gestione economica. La forza lavoro di cui necessita la nostra azienda è piuttosto alta. Riuscendo ad avere più attività nella nostra azienda si riesce a sopravvivere perché se noi proponiamo più prodotti e più attività ai nostri clienti, questi sono più invogliati a sceglierci. Bisogna anche riuscire a creare un rapporto di fiducia, di confidenza con i nostri clienti: fargli capire che noi abbiamo bisogno di loro, ma che anche loro hanno bisogno di noi. Per questo è importante per un’azienda fare la vendita diretta. Dobbiamo essere noi a proporre il nostro prodotto e a non dare al consumatore motivo di cambiare azienda; dobbiamo fare in modo che preferisca sempre noi a qualche altra azienda. Nel nostro caseificio aziendale produciamo diversi tipi di formaggio, per offrire al consumatore un’ampia scelta di prodotti. Partecipiamo a due mercati settimanali e abbiamo distributori di latte e di prodotti (alcuni acquistati da aziende vicine) sul territorio. Ci è capitato, ad esempio, di non vendere molti formaggi vaccini, perché sono facilmente reperibili. Essendo il formaggio caprino più difficile da trovare, abbiamo deciso di cominciare ad allevare anche 30 capre di razza Camosciata delle Alpi. Con il formaggio caprino abbiamo catturato l’attenzione, poi da lì è partita la conoscenza, la vendita della carne, dei formaggi vaccini e anche delle visite in fattoria.
Credo che la multifunzionalità sia applicabile in contesti piccoli e non in realtà troppo grosse, anche perché secondo me il Regolamento del biologico è più difficile da applicare in realtà grandi. “Piccolo ma diversificato” è un po’ la chiave. Infatti noi siamo anche una “fattoria didattica” e riteniamo che l’educazione e la sensibilizzazione dei bambini all’agricoltura e all’ambiente naturale sia molto importante.
Io invito gli agricoltori e gli allevatori biologici a partecipare a mercati e fiere, soprattutto quelli dedicati al biologico, perché è importantissimo creare un rapporto con il consumatore. Queste manifestazioni sono occasioni da non perdere. Forse una volta che si è conosciuti, può bastare il passaparola e si può anche stare di più a casa, ma per fare conoscere realtà nuove questi eventi sono indispensabili.
Vorrei concludere dicendo che quello che ci impone il Regolamento non dovrebbe essere di difficile applicazione, almeno in larga parte, perché è quello che sta alla base della nostra etica, del nostro modello di vita e di come noi dovremmo volere il nostro allevamento.
Questo è un momento di difficoltà per l’agricoltura in generale, ed anche per l’agricoltura biologica. Bisogna stringere i denti e trovare vie originali, diverse da quelle che ci propone l’agricoltura convenzionale, e si avranno risultati.
 
(dicembre 2009)
 
Vedi anche:

    loghi_slogan_colori