Nel Mondo
USA + 17,1: La vendita di prodotti biologici made in Usa, alimenti e non, ha raggiunto nel 2008 24,6 miliardi di dollari. E' un mercato frizzante ed in crescita che ha toccato un + 17.1 % rispetto il 2007.
Le referenze alimentari registrano un tasso di crescita del 15.8% nel 2008 con un fatturato di 22,9 miliardi di dollari, mentre nell'ambito del non food le crescite hanno raggiunto un eccezionale +39.4%, con un fatturato di 1.648 miliardi di dollari. La quota di mercato del cibo biologico certificato, ora, negli Usa, vale circa il 3.5% del volume generale.
Australia: secondo l’Organic Federation Australia (Ofa), “i consumatori stanno acquistando sempre più prodotti biologici per il consumo domestico piuttosto che beni come auto o televisori…I dati sull'andamento del mercato, in Australia, ma anche negli Usa e in Europa dimostrano una consistente aumento nelle vendite di prodotti utilizzati per preparare i pasti come frutta, verdura, latte e derivati, cereali, pane e carne"… L'industria del biologico in Australia sta emergendo dalla nicchia e sta acquisendo una parte significativo nel settore alimentare." Il 61% dei cittadini australiani dal fruttivendolo sceglie biologico.
… e la Cina si sta facendo sentire
Si prevede che la Cina diventerà una nazione con un elevato consumo di alimenti biologici mentre la produzione di cibo e le esportazioni aumenteranno ad un ritmo velocissimo.
La Cina vuole avere un ruolo di primissimo livello nel futuro del mercato biologico e potrebbe diventare a breve il quarto maggiore consumatore di alimenti biologici nel mondo (occupando una quota tra 1 e 1,5 % dell'intero mercato dei prodotti alimentari), e la domanda di alimenti biologici prodotti dalla Cina raggiungerà o addirittura supererà il 5 % del mercato internazionale bio. I terreni coltivati con metodi biologici potrebbero raggiungere una quota tra l'1 e 1,5 % dell'estensione agricola cinese.
La Cina, quindi, è pronta alla sfida anche nel settore dell'alimentazione biologica. Fatto, questo, che farà storcere sicuramente il naso ai più, ma da qui ad ipotizzare prodotti cinesi bio sui nostri scaffali è al momento impensabile.